Roma, 29 ago – Il lancio missilistico di oggi da parte della Corea del Nord di quello che sembra essere un IRBM tipo Hwasong-12 che ha volato per 2700 km andando a sorvolare il Giappone e cadendo in mare riapre un interessante interrogativo: la Corea del Nord può davvero colpire gli Stati Uniti?

La risposta è sì. Recentemente, per essere più precisi dal luglio scorso, Pyongyang è entrata nel club delle nazioni che possiedono missili intercontinentali (ICBM). Il missile lanciato in quell’occasione, del tipo Hwasong-14 (o KN-20), raggiunse un’altitudine di 3700 km durante i suoi 45 minuti di volo impattando nel Mar del Giappone a 100 km dell’isola di Hokkaido, quindi dopo aver compiuto un volo di circa 1000 km. La versione precedente di questo missile balistico aveva invece raggiunto un apogeo di 2800 km e questo indica che il lancio di fine luglio ha visto un nuovo vettore probabilmente dotato di un nuovo stadio rispetto al lancio precedente. Secondo gli esperti avrebbe un raggio di azione di 10mila km, mettendolo quindi in grado di raggiungere gli Stati Uniti continentali dalla costa occidentale sino a Chicago. Sempre secondo fonti di intelligence americane il vettore sarebbe in grado di portare una testata di 600/650 kg di armamento nucleare, quindi capace di portare effettivamente la minaccia atomica per la prima volta sul suolo americano (se escludiamo Alaska e Hawaii già entro il raggio di azione dei missili precedenti).

Secondo alcuni esperti, ma la notizia è ancora tutta da confermare, la Corea del Nord avrebbe in fase di studio avanzato un altro ICBM, denominato Pukguksong-3, questa volta a combustibile solido e quindi molto più rapido da lanciare e gestire rispetto a quelli a combustibile liquido, accreditato di una gittata massima compresa tra i 10 mila e i 12 mila km e quindi in grado di colpire, come il precedente, il territorio americano sino a Chicago. Questo missile, che sarebbe montato su un TEL (Transporter Erector Launcher) ruotato dotato di “canister” (contenitore di lancio) visto alle recente parata militare tenutasi a Pyongyang, sarebbe a 3 stadi e avrebbe le dimensioni pari allo Hwasong-14: circa 17 metri di lunghezza per 1,9 di diametro.

Non è affatto certo che quest’ultimo missile a combustibile solido sia presto operativo, e questo nonostante il suo TEL sia sfilato durante la parata: la tecnologia a combustibile solido, pur essendo più facile rispetto a quella a combustibile liquido, richiede molti più test man mano che le dimensioni del vettore aumentano.

Un discorso a parte merita la capacità di montare testate atomiche sui vettori missilistici: secondo molte fonti ufficiali la Corea del Nord non sarebbe ancora in grado di montare le sue testate nucleari sui propri ICBM se non rinunciando alla loro gittata massima. Il peso della testata e ancora troppo elevato (nell’ordine dei 1000 kg) per poter costituire una minaccia diretta verso il territorio metropolitano degli Usa, quindi significa che Pyongyang deve ancora effettuare progressi nel lavoro di miniaturizzazione delle testate; fattore però che non mette al sicuro dalla minaccia nucleare i Paesi più vicini alla Corea del Nord, come il Giappone, e la stessa isola di Guam, che rientra ben al di dentro del raggio di azione dei missili atomici nordcoreani.

Paolo Mauri

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