Roma, 29 ago – Dev’essere un’estate difficile per il Codacons, l’associazione dei consumatori guidata dall’avvocato Rienzi. Sarà che in questi ultimi, torridi mesi di scandali fra bollette, caro-biglietti e banche se ne sono registrati pochini, ecco allora la trovata: quale miglior occasione per alzare la mano e dire “ci sono anch’io!” che prendersela con…un fumetto?

No, niente porno né atti osceni, la morale pubblica a questo giro forse è salva. Un po’ meno la salute dei cittadini, a detta del Codacons, che ha presentato all’autorità garante della concorrenza e del mercato, all’autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e alla procura della repubblica di Roma – come se gli uffici giudiziari non fossero già ingolfati di cause inutili – una serie di esposti contro Corto Maltese. Proprio lui, il celebre fumetto di Hugo Pratt che sta uscendo in allegato al quotidiano la Repubblica in una storia inedita, “Equatoria”.

Il problema? Corto Maltese fuma. Nessun refuso, è qui il nocciolo della questione. La sigaretta penzolante dalla bocca del marinaio, secondo il Codacons, rappresenterebbe “un invito subliminale a fumare”, spiegano. Insomma, l’associazione vuole che Maltese smetta di fumare. E per farlo non servono cerotti alla nicotina, ma la forza della legge: la bionda onnipresente sulle labbra di Corto, infatti, “potrebbe integrare una possibile violazione del divieto di propaganda pubblicitaria dei prodotti da tabacco nonché una forma di pubblicità pericolosa contenente messaggi di istigazione al fumo, in particolare verso i minorenni”. Il divieto di propaganda pubblicitaria dei prodotti da fumo, continua la nota, “è esteso ai comportamenti posti in essere da chiunque, e non solo alle società produttrici di sigarette, come chiarito dalla Corte di Cassazione: ciò indipendentemente dall’esistenza, o non, di un accordo tra il titolare del marchio prioritario e colui che successivamente lo utilizzi negli elementi qualificanti”.

Non è la prima che la scure del politicamente corretto salutista si abbatte con furia iconoclasta. Fece scalpore, nel 2014, il ritocco grazie al quale, dalla gigantografia di Falcone e Borsellino appesa al di fuori del Tribunale di Milano, d’un tratto sparì la sigaretta che in quella celebre foto il primo teneva fra le dita. Come se il magistrato, oppure lo stesso Pratt nell’assurda ricostruzione fatta dal Codacons, fossero a libro paga delle multinazionali del tabacco.

corto maltese codacons

Corto Maltese la pianterà dunque con il fumo? “Non sono nessuno per giudicare, so soltanto che ho un’antipatia innata verso i censori, i probiviri… Ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più“, gli fece dire Hugo Pratt nel racconto Tango – y todo a media luz. Correva l’anno 1985: Corto Maltese contro le ridicolaggini del Codacons con oltre trent’anni di anticipo.

Nicola Mattei

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