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Rpma, 10 feb – Cresce l’allarme per il coronavirus, con il bilancio delle vittime salito a 908 in Cina, mentre i casi di contagio hanno superato quota 40 mila. Le cifre sono quelle riportate dalla Commissione sanitaria nazionale cinese, diramate nei bollettini quotidiani.

Un panorama apocalittico?

Ma sui numeri del contagio iniziano a trapelare le prime voci discordanti, che smentirebbero quanto diffuso dalle autorità di Pechino e suggerirebbero un panorama della situazione a tinte semi apocalittiche. Come quelle riportate dal sito Forexlive.com, che riprende un articolo pubblicato sul sito Mish Talk e che cita a sua volta le indiscrezioni del miliardario cinese Guo Wengui, esiliato in Usa, di cui pubblichiamo il video:

 

Wengui smentisce i dati ufficiali delle vittime diffusi dal governo di Pechino, spiegando che i 49 forni crematori di Wuhan in questo momento starebbero lavorando a ritmi 4-5 volte superiori alla norma, 24 ore al giorno. Stando a quanto riportato nel video, solo nella città epicentro dell’epidemia si starebbero bruciando 1200 cadaveri al giorno, da 17 giorni.

Numeri impressionanti

Wengui ritiene inoltre che i veri numeri siano i seguenti: 250 milioni di persone in quarantena, 1,5 milioni di casi di persone infettate (contro 40.000 circa resi noti), e 50.000 morti soltanto nella città di Wuhan (rispetto agli oltre 900 decessi ufficiali nell’intera Cina). Cifre da prendere certamente con le pinze, ma il miliardario in esilio non è l’unico ad proporre una versione a tinte più fosche di quella indicata dal Pechino.

Secondo quanto riportato da Lapresse, infatti, i media stranieri segnalano il caso della società funeraria di Hubei (provincia che include la città di Wuhan). La società, di nome You Hu, avrebbe lanciato il grido d’allarme in questi giorni, spiegando di essere prossima al collasso, tanto il ritmo di lavoro è insostenibile, tanto che i dipendenti lavorerebbero a ciclo continuo dormenndo solo due o tre ore a notte. Anche in questo caso, quindi, si parla di cremazioni continue:  “Abbiamo ricevuto 127 cadaveri ieri, e ne abbiamo cremati 116. Di questi, per otto di loro il certificato di morte parla di vittime del coronavirus, o anche della polmonite di Wuhan, 48 risultano solo casi sospetti”. La documentazione ufficiale, quindi in molti casi non rivelerebbe il motivo del decesso: cioè il coronavirus.

Cristina Gauri

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