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Roma, 10 feb – Cresce l’allarme per il coronavirus con il bilancio delle vittime che sale a 908 in Cina mentre i casi di contagio hanno superato quota 40 mila (40.171). E’ questo l’aggiornamento delle autorità di Pechino sull’epidemia del nuovo virus, che ha già superato il numero delle vittime della Sars. La sindrome respiratoria acuta grave nel 2002-2003 aveva ucciso 774 persone in tutto il mondo. Sebbene il contagio sia concentrato sul territorio cinese, fuori dalla Cina ci sono state più di 350 infezioni, suddivise in quasi 30 tra Paesi e regioni. Due le vittime, una a Hong Kong e una nelle Filippine.

Squadra esperti Oms partita per la Cina

E’ partita per la Cina una squadra di esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, guidata dall’epidemiologo canadese Bruce Aylward, esperto di emergenze dell’organizzazione sanitaria delle Nazioni Unite. Lo riferisce su Twitter da Ginevra il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che avverte sull’importanza di contenere il virus. “La diffusione del virus fuori della Cina sembra essere lenta per ora, ma potrebbe accelerare“, ha precisato il dirigente dell’Oms. “Il contenimento rimane il nostro obiettivo, ma tutti i Paesi devono usare la finestra di opportunità creata dalla strategia di contenimento per prepararsi per il possibile arrivo del virus”. Sebbene sia presto per dire che l’epidemia abbia superato il suo picco, gli esperti dell’Oms rilevano comunque “un periodo di stabilità di quattro giorni, in cui il numero di casi segnalati non è aumentato. Questa è una buona notizia e potrebbe riflettere l’impatto delle misure di controllo che sono state messe in atto”.

Sessanta nuovi casi di contagio sulla nave in quarantena

Intanto si aggrava la situazione sulla nave in quarantena in Giappone. Sarebbero 60 i nuovi casi di coronavirus rilevati sulla Diamond Princess, la nave da crociera ferma nella baia di Yokohama. I contagi, riporta la tv commerciale Tbs citando fonti non meglio precisate, sarebbero così saliti a 130. A bordo ci sono ancora quasi 3.700 persone, tra cui 35 italiani, di cui 25 membri dell’equipaggio, incluso il comandante Gennaro Arma. Il periodo di quarantena potrebbe durare fino al 19 febbraio. I test sono stati inizialmente effettuati soltanto sulle persone che hanno mostrato sintomi o che sono venute a contatto con un passeggero che era precedentemente sbarcato a Hong Kong e che è risultato positivo. In seguito, gli esami sono stati estesi alle persone vulnerabili a bordo, comprese le persone che erano state a contatto con i nuovi casi di infezione.

Ludovica Colli

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