Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 30 gen – Pochi giorni fa negli Usa, la Corte Suprema ha stoppato sull’aborto l’ennesimo blitz liberal. Il New York Times, a marzo 2020, aveva lanciato una campagna per promuovere l’«aborto fai-da-te». Se le donne non possono andare ad abortire a causa della quarantena, allora l’aborto deve entrare nelle case delle donne. Questa la proposta del quotidiano, che propoineva l’invio di pillole abortive via posta.



Per rendere ciò attuabile, però, occorreva abolire la normativa che vieta l’approvazione dell’aborto con la telemedicina. La Fda avrebbe dovuto sospendere il regolamento secondo il quale il mifepristone può essere assunto soltanto sotto controllo medico in una struttura di cura. Una vera deriva che avrebbe aggravato la piaga dell’aborto e minacciato la salute delle donne.

Black Brain

La Corte Suprema blocca l’aborto a domicilio

Di fatto, la Corte Suprema ha bloccato la pratica dell’aborto a domicilio. Un piccolo ma significativo passo avanti, un segnale importante nella lotta per la difesa della vita. Solo l’inizio di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione etica contro l’egemonia liberal. Per spiegarci dobbiamo però fare un passo indietro.

Com’è noto, pur persa la battaglia per la Casa Bianca, il trumpismo non è sconfitto. The Donald ha annunciato l’intenzione di lasciare il Partito Repubblicano (che gli è sempre andato stretto) e fondare “Il Partito dei Patrioti”. Suona bene, ma per le prossime elezioni la nascita di questa nuova formazione rischierebbe di spaccare l’elettorato. Permettendo così ai democratici di vincere facile anche il prossimo appuntamento con le presidenziali.

Resta il fatto che persa la Casa Bianca e la maggioranza alle due camere, la battaglia adesso va fatta dall’opposizione. I repubblicani dovranno stare con il fiato sul collo a un governo dove Biden ha formato una squadra di collaboratori da ricordare la Famiglia Adams. Basti pensare al nuovo sottosegretario alla Sanità Rachel Levine, prima persona trans a occupare un incarico federale. Le prime azioni dell’amministrazione Biden-Harrris vanno tutte in quella direzione, ovvero di un’ulteriore deriva radical-chic. Anzi, considerando la gravità della situazione diremmo radical-shock. Un’azione antiproibizionista e libertaria sui temi etici: gender, utero in affitto, aborto, eutanasia. I repubblicani – ci auguriamo – faranno opposizione, ma restano in minoranza.

Rovesciare il “Deep State”

L’unica carta rimane, allora, giustappunto quella della Corte Suprema. A maggioranza “progressista” sin dai tempi di Bill Clinton, lo squilibrio è finalmente terminato durante l’amministrazione Trump, che è riuscito a nominare ben tre nuovi giudici. L’ultima è stata Amy Coney Barrett, cattolica, ultraconservatrice, contraria all’aborto e all’Obamacare. Il giudice della Corte Suprema più a destra della storia. Con le nuove nomine indicate da Trump, i giudici conservatori sono così diventati 6 su 9. Uno spostamento così forte a favore dei repubblicani non si registrava dagli anni Trenta.

L’attuale composizione della Corte rappresenta così un’indiretta continuazione dell’amministrazione Trump, avente – teoricamente – il potere di bloccare o ostacolare le leggi che proverà ad approvare Joe Biden. Doveroso restare mentalmente prudenti, pessimisti. I tempi storici che stiamo vivendo sono i peggiori di sempre e deve essere chiaro che rovesciare la situazione è impresa impervia. Tuttavia ci aspettiamo che adesso la Corte suprema dia battaglia sui temi “etici”, come in questi ultimi decenni ha fatto – a parti rovesciate – la stessa a maggioranza progressista. Quando governò George W. Bush, almeno sul piano di quelle che l’allora regnante Papa Benedetto XVI definiva “valori non negoziabili”, il Presidente neocon tentò di battagliare, ma la sua azione fu in gran parte frenata, annacquata, rovesciata proprio dalla Corte Suprema a maggioranza democratico – progressista.

La necessità di una battaglia etica e culturale

Adesso le parti si sono invertite. Ci auguriamo che la decisione della Corte Suprema sull’aborto possa essere parte di una battaglia politica, etica e culturale per avviare una vera Rivoluzione conservatrice che inverta finalmente il corso della storia.

La contrapposizione è quindi tra progressisti globalisti e conservatori sovranisti. Da una parte chi vuole annientare le nazioni e dall’altra chi lotta per ripristinare le sovranità nazionali e valorizzare le identità locali. I primi vogliono passare dallo Stato laico allo Stato laido. Favorendo aborti, uteri in affitto, adozioni gay, propaganda gender. Spingandosi sempre più oltre sul versante dell’eutanasia, liberalizzando le droghe. I secondi dovranno scatenare una battaglia etica, non limitandosi a frenare i cosiddetti “nuovi diritti”, ma trovando finalmente il coraggio e la capacità di favorire il ripristino dei valori etici inalienabili: combattere contro aborto, adozioni gay, uteri in affitto. Battaglia ardua, ma doverosa.

Una risposta rivoluzionario-conservatrice

I global-progressisti liberalizzano ciò che dovrebbe essere proibito e aboliscono ciò che per secoli è stato sempre considerato sacro e inviolabile. Un bigottismo rovesciato fondato sul “politicamente corretto” che sta da mesi distruggendo statue, deturpando opere d’arte, censurando film, profanando siti religiosi. Le ultime vittime di questo reazionarismo progressista sono i classici della Disney con i famigerati “bollini rossi” che vietano ai minori di 7 anni Dumbo, Peter Pan, Gli Aristogatti che a loro dire trasmetterebbero “stereotipi razzisti”. Un delirio che è arduo dire se fa più ridere o spaventare.

A questo reazionarismo progressista occorre una risposta rivoluzionario-conservatrice, che può partire dagli Usa (nei quali appare un clima da guerra civile strisciante) ed estendersi in tutto il mondo. Ma occorre comprendere che il potere globalista sta instaurando una dittatura mondiale, alla quale non si può rispondere con politiche moderate e riformatrici, ma con azioni di ribellione di massa. Nel mondo in questi ultimi mesi e settimane stanno crescendo le manifestazioni spontanee di protesta contro le restrizioni anti-Covid che limitano le libertà individuali e colpiscono le economie, i posti di lavoro e i risparmi delle persone. Quando alla crisi etico-identitaria si sommerà quella drammatica economico-sociale, le proteste si faranno oceaniche e violente. A quel punto i sovranisti-conservatori dovranno decidere se restare a guardare dalla finestra o cavalcare la tigre. Contro la dittatura si risponde con la rivoluzione.

Gianluca Donati

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. E qualche IDIOTA parlava male di TRUMP ……

    i comunistelli usa potrebbero sempre chiamare la bonino ,,,, con la sua pompa di bicicletta …… amica di papa franceschiello , sedicente Cattolico .

  2. Il coglione disagiato mentale che si firma SergoM-entecatto, Anton-etto, PenaBlindata, Marc-hettaro e mille altri nick è solo il mio sguattero che in libera uscita viene qui a rompere le palle e provocare.
    Un beneficiato della 180, se fossimo ante 78 starebbe ad Aversa o a Collegno.

Commenta