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Roma, 18 ago – Decine di migliaia di persone sono scese in piazza ieri in diverse città dell’Argentina per protestare contro le misure restrittive imposte dal governo. Un numero impressionante di persone si è radunato soprattutto a Buenos Aires, dove all’Obelisco (tra i luoghi più simbolici della capitale) si è svolto il principale raduno.

I motivi della protesta

I manifestanti accusano il governo di aver limitato la libertà dei cittadini con la quarantena prolungata per tentare di contrastare l’epidemia di coronavirus. Una protesta che ha preso il via da un appello sui social dell’opposizione, guidata dall’ex presidente Mauricio Macri, e che è rivolta anche contro la corruzione, l’insicurezza dilagante e il disegno sulla riforma giudiziaria lanciato dall’attuale governo guidato da Albert Fernandez. Una riforma che prevede tra l’altro la moltiplicazione dei tribunali federali argentini, cosa che ridurrebbe il potere della magistratura.

Ma è in particolare la quarantena in vigore dal 20 marzo che ha generato la rivolta dei cittadini, perché le misure di allentamento applicate sinora sono state minime. Le piazze si sono riempite di migliaia di bandiere argentine non solo a Buenos Aires, ma anche in altre città della nazione sudamericana come Cordoba, Rosario e Mendoza. E sull’autostrada panamericana si è formata una lunga carovana di auto, con clacson suonati a più non posso. Immagini divenuti immediatamente virali sui social network.

Eugenio Palazzini

 

1 commento

  1. fratelli argentini, ci chiamano Tanos, sono la nazione più vicina all’Italia come cultura, usi e costumi, non solo perchè oltre il 50% hanno discendenza italiana, ma perchè sono quelli insieme alla comunità italochilena e italouruguaia hanno mantenuto l’italianità, anche quella brasiliana (con oltre 30 milioni di discendenti italiani, la maggior al mondo come numeri), invece d’importare risorse africane e musulmane, o di paesi che nulla hanno a che vedere con noi, si potrebbe facilitare il loro rientro in Italia, spesso parlano italiano o dialetti degli avi, amano l’Italia e farebbero carte false moltissimi per tornare a vivere da noi, problemi di natalità ? 3-4 milioni di italoargentini-brasiliani-uruguay-venezualani che spesso vivono al limite della povertà.

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