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Pechino, 23 nov – La Cina sta utilizzando lo studio sulla diffusione precoce del coronavirus in Italia per mettere in dubbio che il Covid sia effettivamente nato e si sia diffuso in Cina. Funzionari di Pechino starebbero spingendo lo studio dell’Istituto dei Tumori di Milano che suggerisce che il contagio potrebbe essersi diffuso da noi già a settembre, tre mesi prima delle prime notizie sul Covid a Wuhan.



Le accuse della Cina

Secondo il New York Times, la Cina avrebbe precedentemente tirato in ballo anche la Spagna sulle origini della pandemia, così come l’esercito americano, accusandolo di aver portato il virus a Wuhan nell’ottobre dello scorso anno durante i Giochi mondiali militari. Stando a quanto riporta il Times of London, i media statali cinesi stanno ora spingendo con forza l’idea che il nuovo studio dell’Istituto Nazionale Tumori dimostra che il contagio probabilmente è iniziato qui da noi e non in Cina.

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Per la Cina, può coinvolgere “più Paesi”

“Questo dimostra ancora una volta che rintracciare la fonte del virus è una complessa questione scientifica che dovrebbe essere lasciata agli scienziati”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian, secondo il Times. “È un processo in via di sviluppo che può coinvolgere più Paesi“. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha ammesso che è possibile che il virus “circolasse silenziosamente altrove” prima di essere rilevato a Wuhan.

Apolone (Irccs Tumori): “La Cina ha tardato ad avvertire”

Tuttavia, molti scienziati obiettano, osservando che lo studio dell’Istituto Nazionale Tumori non esclude che il coronavirus sia originario della Cina: “Sappiamo che la Cina ha ritardato l’annuncio del suo focolaio, quindi non si sa quando è iniziato lì, e la Cina ha legami commerciali molto forti con il nord Italia”, ha detto al Times Giovanni Apolone dell’Istituto Nazionale Tumori.

Ilaria Paoletti

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