Il Primato Nazionale mensile in edicola

Helsinki, 17 lug – Gli occhi del mondo ieri erano puntati su Hlensinki, dove il presidente americano Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin si sono incontrati. I due si sono parlati a lungo, in un faccia a faccia a porte chiuse durato oltre due ore.
Al centro dell’incontri molti temi, anche se quello più atteso era il Russiagate, sul quale i due leader si sono soffermati in conferenza stampa. “Una farsa” l’ha definito Trump, liquidando il tema affermando che l’inchiesta che ne è seguita è stata un disastro. Putin ha ammesso di aver voluto la vittoria di Trump, ma ha precisato: “Ripeto ciò che ho già detto in molte occasioni: la Russia non ha mai interferito né mai interferirà negli affari interni americani”, dichiarandosi “pronto a collaborare” con le indagini negli Usa anche acconsentendo agli interrogatori degli 007, purché questo avvenga “in un clima di reciprocità”. Gli ha fatto eco nuovamente Trump che ha dichiarato: “Credo a Putin”, nonostante l’FBI e l’intelligence americana abbiano più volte detto il contrario. Infine i due giganti hanno confermato la loro volontà di migliorare i rapporti bilaterali e hanno detto di avere discusso a lungo dei punti di maggiore divergenza.
A uscirne vincitore, leggendo quanto affermano molti analisti e media americani, è stato Putin. O quantomeno, è stato in grado di convincere il suo interlocutore su tutti i dossier sul tavolo. È ancora presto per dire se sia stata messa la parola fine alle rivalità tra Russia e Stati Uniti, ma il disgelo è stato segnato, complici anche gli ecce3zionali 30 gradi che si registravano ieri a Helsinki.
Quel che resta da vedere è come in America prenderanno i risultati del summit, e come accoglieranno Trump al suo rientro. Le prime reazioni sono state durissime, e una bufera politica si è già scatenata. Il primo a condannare Trump è il senatore repubblicano John McCain che ha definito l’incontro di Helsinki un “tragico errore” e “una delle performance più disonorevoli di un presidente americano di cu si abbia memoria”. Anche sul fronte democratico una pioggia di critiche: “sconsiderata, pericolosa e debole” sono state le parole usate dai dem per definire la presa di posizione di Trump contro le agenzia di intelligence americane. A poco sono valse le rassicurazioni espresse dal numero uno della Casa Bianca su Twitter, dove Trump ha ribadito la sua fiducia nella Cia e nell’Fbi.
Anna Pedri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta