Parigi, 4 feb – Christophe Castaner, ministro dell’Interno francese, ha dichiarato oggi che un’adolescente di nome Mila e la sua famiglia sono ufficialmente “protetti dalla polizia“, ​​perché la ragazza è oggetto di minacce di morte per aver criticato l’Islam in un video diffuso sui suoi social.



Adolescente e lesbica, contro l’Islam

“Mila e la sua famiglia sono oggetto di una vigilanza speciale” ha detto il ministro.
La studentessa di 16 anni è stata messa sotto scorta dopo le minacce di morte ricevute da lei e dalla sua famiglia per aver pubblicato un video sui suoi profili social in cui criticava l’Islam. Mila, infatti, è lesbica dichiarata e pare si sia sfogata su internet, riprendendosi in un video, a causa di alcuni insulti omofobici ricevuti da un utente di religione musulmana. Dalla pubblicazione del video, Mila è stata sospesa da scuola per la sua stessa sicurezza e rimane senza istruzione. Molte minacce di morte sono state effettivamente fatte contro il giovane nei commenti al video; Mila ha anche presentato una denuncia. Un’indagine è stata aperta per trovare gli autori di queste minacce.

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Il video dello scandalo

Nel video incriminato, Mila aveva raccontato di un recente conflitto con un giovane islamico che l’ha insultata online discriminandola per il suo orientamento sessuale, prima di attaccare i musulmani: “Il Corano? C’è solo odio lì dentro. L’Islam è merda” avrebbe detto. Da allora tutti i suoi profili social risultano essere chiusi. Ma Mila non sembra pentirsi delle parole dette nel video: ospite al programma Quotidien sul canale Tmc, Mila si è scusata per aver insultato le persone che praticano la loro religione “in pace” e ha detto di essersi pentita della “volgarità” delle sue affermazioni, ma parallelamente ha difeso le sue opinioni: “Non ho assolutamente rimpianti per quello che ho detto nel video, era davvero il mio pensiero“, ha detto all’intervistatrice. In difesa della teenager si è pronunciata anche Marine Le Pen che, sebbene non ne condivida il pensiero o la volgarità, difende il suo diritto ad esprimerlo.

Ilaria Paoletti

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