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Londra, 23 set – Mai più premi per “migliore artista uomo” e “miglior artista donna” ai Brit Awards. Lo ha stabilito l’ente organizzatore della kermesse musicale britannica, una delle più importanti al mondo, che ha voluto bandire la tradizionale distinzione in due generi dei destinatari delle prestigiose statuette: tutto questo per non discriminare gli artisti “non-binary”, cioè quelli che non si definiscono né uomo né donna, e non urtare la loro delicata sensibilità.

Il provvedimento sarà effettivo dall’edizione del 2021; la decisione è stata presa a una settimana di distanza dalle dichiarazioni del cantante Sam Smith, che ha spiegato ai media di essere “in lotta contro il proprio gender” e ha pertanto chiesto che venga usato il pronome “loro” (they/them) riferendosi alla sua persona. Anche questa volta il contingente Lgbt parla, il mainstream obbedisce: via quindi le categorie uomo-donna, altrimenti come la incaselli la nomination di chi si sveglia la mattina e decide il proprio sesso a seconda di come cambia il tempo? Quindi, per non offendere un singolo individuo che non è in grado di stabilire il proprio sesso, si toglie qualcosa a tutti.

Già infatti serpeggia la preoccupazione (e il cortocircuito) nello star system inglese – ma sottovoce, per il timore di essere tacciati di qualcosa-fobia ed essere messi al bando – dove alcuni artisti starebbero già sostenendo che questa piccola rivoluzione andrà a sfavorire pesantemente le donne. Lo scopo delle categorie uomo-donna è sempre stato quello di premiare con equità entrambi i sessi: e molti vedono l’annullamento di questa distinzione come un passo indietro mascherato da “progresso”.

Cristina Gauri

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