Roma, 23 set – Il vecchio centrodestra è tornato. Ad onor del vero non se ne era mai andato, visto che l’esperienza di governo gialloverde non si era mai replicata sui territori. Lì, nelle elezioni amministrative, il vecchio patto non era mai stato messo in crisi. Nel caos della politica italiana adesso bisogna capire una cosa: la nuova alleanza tra Salvini e Berlusconi ha l’orizzonte breve delle elezioni che tra un mese si terranno in Umbria? O la riedizione tout court del vecchio centrodestra riflette un riassetto del sistema politico di nuovo bipolare, con il centrosinistra composto da Pd e 5 Stelle e il destra-centro basato sulla leadership salviniana, la spalla sovranista di Fdi e il centro belusconiano-totiano? Difficile da capire, vista l’imprevedibilità (a volte dissennata) di Salvini e le scelte politiche fin troppo determinate dalla volatilità dei sondaggi.

I colonnelli azzurri apprezzano la svolta salviniana

Quello che è certo è che il segretario della Lega, dopo aver ipotizzato la fuga in solitaria nei giorni immediatamente successivi alla crisi di governo, è pian piano tornato sui suoi passi, prima mostrandosi conciliante con la Meloni e aderendo alla manifestazione indetta da Fdi il 9 settembre, poi mettendosi al tavolo con Berlusconi. Dai “pieni poteri” alla necessità del “gioco di squadra” il passo del capitano è stato tutto sommato breve. E le dichiarazioni al miele nei confronti dell’ex cavaliere (“c’è un movimento guidato da Silvio Berlusconi. Chi sono io per dire tu sì o tu no”) sono piaciute molto ai colonnelli azzurri, Mariastella Gelmini in primis: “Mi fa piacere che Salvini abbia detto di preferire il gioco di squadra all’ uomo solo al comando. Il centrodestra, che ha attraversato una fase non facile, deve ricucire i fili della coalizione”.

La Gelmini bacchetta la Meloni

Più tiepido sull’abbraccio con Berlusconi l’approccio di Giorgia Meloni. Fdi punta a svuotare del tutto l’elettorato di Forza Italia, come dimostra la recente campagna acquisti che ha portato alla corte di Giorgia i vari Fitto e Antoniozzi. Le parole della leader di Fdi sull’ambiguità di Forza Italia, sottintendendo il rischio di una collaborazione con Renzi o di futuro appoggio al governo da parte degli azzurri non sono piaciute alle Gelmini: “Non possiamo consentire a Giorgia Meloni di accreditare Forza Italia come un movimento ambiguo e dal posizionamento non chiaro. Del resto ieri Berlusconi ha fugato ogni dubbio. Noi non siamo sovranisti, non siamo populisti, non siamo la destra ma rappresentiamo il centro, l’area moderata della coalizione, e soprattutto siamo alternativi alla sinistra, che, è bene sempre ricordarlo, è quella meta’ campo dove si colloca anche Matteo Renzi”.

Aspettando l’Umbria

Insomma, con il governo giallofucsia e la nuova alleanza tra 5 Stelle e Pd, anche nel centrodestra è tempo di riassetti e formazione di vecchie-nuove alleanze. La tornata in Umbria sarà dunque fondamentale per capire lo stato d’animo degli italiani rispetto al ribaltone di palazzo ma anche per comprendere i rapporti di forza all’interno del centrodestra e/o destra-centro.

Davide Di Stefano

1 commento

  1. Berlusconi => chi lo tocca, muore (politicamente). E’ della forza di Renzi e degli altri “già sperimentati”, ciascuno col suo bagaglio di schifezze.

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