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Berlino, 15 gen – Il partito sovranista tedesco, Alternative für Deutschland (Afd), non ha escluso per il futuro di sostenere la «Dexit», ossia l’uscita della Germania dall’Unione europea. È quanto emerso al termine del congresso del partito svoltosi a Riesa, in Sassonia, dove 500 delegati hanno sottoscritto il relativo documento in vista delle Europee di maggio. Come primo passo, tuttavia, l’Afd tenterà di riformare la Ue in senso sovranista, contando sull’alleanza con la Lega di Salvini, la Fpö austriaca e Fidesz di Orbán. Solo qualora ciò non dovesse riuscire, l’ipotesi Dexit potrà prendere concretamente forma.

Il copresidente e decano dell’Afd, Alexander Gauland, ha presentato il documento-manifesto sottolineando la compattezza del partito e ricordando che il cammino giusto da seguire è quello della Realpolitik: «Non è mai una mossa intelligente presentarsi alle elezioni con richieste “massimaliste” – ha affermato Gauland – dobbiamo rimanere realisti».  Niente fughe in avanti, quindi. Anche perché – spiega il copresidente – «noi non siamo nazionalisti, ma patrioti aperti al mondo; non siamo utopisti, ma realisti».

Nel documento programmatico che era stato diffuso prima del congresso, si poteva leggere: «Qualora la nostra richiesta di riforme radicali non venisse soddisfatta entro la prossima legislatura, riterremo necessaria l’uscita della Germania, o comunque uno smantellamento ordinato dell’Unione europea». Per Gauland e molti esponenti dell’Afd è irrealistico pensare che un rinnovamento radicale della Ue avvenga in tempi così brevi. Anzi, se fosse passata questa «linea dura», ciò sarebbe stato recepito come un segno di debolezza della dirigenza dell’Afd, che si è invece schierata per la linea realpolitica. Ad ogni modo, una cosa certa: la Dexit, benché tuttora ipotesi minoritaria, ormai non è più un tabù.

Valerio Benedetti    

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