Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 gen – La foto di anteprima di questo articolo è piuttosto emblematica: si vede il pm Michele Nardi sull’uscio di uno stabile in via del Colosseo a Roma. In sua compagnia Simone Di Stefano, segretario nazionale di CasaPound Italia. E’ la mattina del 29 settembre 2016, pochi minuti dopo inizierà lo sgombero delle due famiglie che occupavano lo stabile, tra cui un ragazzo disabile con i suoi genitori e una anziana signora diabetica. Simone Di Stefano e alcuni militanti di CasaPound verranno arrestati dopo aver tentato di impedire che le due famiglie italiane finissero in mezzo a una strada. Il pm titolare del processo contro di loro, Michele Nardi, oggi è stato arrestato e condotto in carcere: l’accusa è quella di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari e falso per fatti commessi tra il 2014 e il 2018.

In manette insieme a Nardi sono finiti Antonio Savasta, giudice del Tribunale di Roma, un poliziotto, due imprenditori e due avvocati. Il pm titolare del processo di via del Colosseo, in precedenza gip a Trani e magistrato dell’ispettorato del ministero della Giustizia, è stato arrestato e condotto in carcere su disposizione della magistratura salentina. Le indagini hanno svelato un sistema criminoso di corruzione di pubblici ufficiali, al fine di assicurare favori e facilitazioni ad alcuni imprenditori. A fare da intermediari gli avvocati. Il sistema che garantiva esiti processuali positivi avrebbe fruttato bene a Nardi: ingenti somme di denaro, gioielli e diamanti. 

La procura di Lecce ha disposto il sequestro preventivo di un Rolex d’oro, diamanti, beni immobili e conti correnti per un valore complessivo di oltre due milioni di euro. In particolare a Michele Nardi sono stati sequestrati beni per 672 mila euro, tra cui un orologio Daytona Rolex d’oro e diamanti. Non siamo a conoscenza delle carte processuali e non possiamo sapere se il procedimento per lo sgombero di via del Colosseo faccia parte dell’inchiesta che ha portato all’arresto del pm Michele Nardi.

Resta il fatto che la solerzia e l’inusuale presenza “fisica” di un pm sull’uscio di uno stabile da sgomberare, l’attenzione rivolta all’operazione condotta dal gruppo speciale del “pistolero” Antonio Di Maggio, alla luce di questo arresto, lascia più di un dubbio sulla regolarità delle operazioni di via del Colosseo. Anche perché l’interesse per quella palazzina era molto forte. Di sicuro c’è solo che due famiglie italiane sono ancora in mezzo a una strada. A loro possiamo stare certi, non verranno sequestrati Rolex Daytona e diamanti.

Davide Di Stefano 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta