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“Difendere la patria dall’islamismo”. L’impressionante lettera dei generali francesi

by Eugenio Palazzini
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Roma, 28 apr – Lettera dei generali francesi alla classe politica. “Difendere la patria”, messa in serio pericolo “dall’islamismo e dalle orde delle banlieu”. L’appello – pubblicato sulla rivista Valers Actuelles – è firmato da una ventina di generali transapini in pensione che si rivolgono direttamente al presidente Emmanuel Macron e più in generale a tutti i politici. I generali chiedono di difendere la Francia a tutti i costi, scongiurando la “disintegrazione” della nazione. Ed è bastato questo a scatenare una bufera politica, con la sinistra che non ha preso affatto bene la richiesta. Ma cosa hanno scritto esattamente questi generali? Vediamolo nel dettaglio.

La lettera dei generali francesi

Il titolo della lettera è già piuttosto significativo: “Per il ripristino dell’onore dei nostri governanti”. E la premessa lo è altrettanto: “La Francia è in pericolo, diversi pericoli mortali la minacciano. Noi che, anche in pensione, rimaniamo soldati di Francia, non possiamo, nelle attuali circostanze, restare indifferenti alle sorti del nostro bel Paese”.

Dopodiché sottolineano l’importanza del vessillo nazionale, carico di significati a loro avviso del tutto dimenticati. “Le nostre bandiere tricolori non sono solo un pezzo di stoffa, simboleggiano la tradizione, attraverso i secoli, di coloro che, qualunque sia il loro colore della pelle o fede, hanno servito la Francia e hanno dato la vita per essa. Su queste bandiere troviamo in lettere d’oro le parole ‘Onore e Patria’. Tuttavia, il nostro onore oggi sta nella denuncia della disgregazione che colpisce la nostra patria”.

Poi si evidenziano problemi reali e potenziali che rischiano di far “esplodere” la Francia. Ovvero la “disgregazione che, attraverso un certo antirazzismo, si manifesta con un unico scopo: creare sulla nostra terra disagio e pure odio tra le comunità”, scrivono i generali. “Oggi alcuni parlano di razzismo e teorie decoloniali, ma attraverso questi termini è la guerra razziale quella che vogliono”. Perché “disprezzano il nostro Paese, le sue tradizioni, la sua cultura, e vogliono vederlo dissolversi portandogli via il suo passato e la sua storia”.

Una “disgregazione che, con l’islamismo e le orde delle banlieu, porta al distacco di molteplici trame della nazione per trasformarle in territori soggetti a dogmi contrari alla nostra costituzione. Tuttavia, ogni francese, qualunque sia il suo credo o il suo non credo, è a casa ovunque in Francia; non può e non deve esistere alcuna città o quartiere in cui non si applicano le leggi della Repubblica”. Secondo i firmatari dell’appello, adesso, “i pericoli aumentano, la violenza aumenta di giorno in giorno. Chi avrebbe previsto dieci anni fa che un giorno un professore sarebbe stato decapitato…?”.

La richiesta ai politici

Di qui la richiesta accorata ai politici francesi. “Basta procrastinare; l’ora è seria; il lavoro è colossale; non perdete tempo e sappiate che siamo pronti a sostenere politiche che tengano conto della salvaguardia della nazione. D’altra parte, se non si interviene, il lassismo continuerà a diffondersi inesorabilmente nella società, provocando alla fine un’esplosione e l’intervento dei nostri compagni attivi in ​​una pericolosa missione di protezione dei nostri valori di civiltà e salvaguardia dei nostri compatrioti sul territorio nazionale. Come possiamo vedere, non c’è più tempo per rinviare, altrimenti domani la guerra civile metterà fine a questo caos crescente e le morti, di cui sarete responsabili, saranno migliaia.”

Le reazioni alla lettera dei generali

Il ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha accusato di insubordinazione i generali, annunciando “sanzioni” nei loro confronti e di “un centinaio di alti gradi” militari colpevoli a suo avviso di aver firmato la lettera. Al contrario Marine Le Pen condivide le preoccupazioni dei generali, in particolare sull’islamismo crescente e sulla “bomba” che rischia di esplodere nelle banlieu.

Eugenio Palazzini

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3 comments

jenablindata 28 Aprile 2021 - 3:08

HANNO RAGIONE.
E PRESTO SAREMO ANCHE NOI NELLA STESSA SITUAZIONE,se quegli imbecilli che ci governano continueranno a guardare dall’altra parte:
la gente comune non ne può più dell’invasione di afroislamici
che vengono qui a prendere anzichè creare ricchezza,
che di integrarsi non ne vogliono sapere
e di seguire le nostre leggi neppure,anzi:
sembra che lo facciano apposta a cercare rogne.

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Fabio Crociato 28 Aprile 2021 - 3:27

Bisogna andare in pensione per dire quel che si pensa?! Se questa è democrazia…

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Evar 30 Aprile 2021 - 9:24

Escono solo adesso allo scoperto perchè il nanetto da giardino Macron ha abolito la dottrina Mitterand? Che coraggiosi, povere stelle!

Negli anni 60 quei simpatici omini dell’Oas non sono riusciti a fare sterzare a destra la Francia di De Gaulle (che peraltro non pareva essere molto di sinistra); questi vecchi bacucchi rincoglioniti dove credono di andare?

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