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Londra, 18 feb – E’ durato poche ore l’incarico come assistente del neo Primo ministro britannico Boris Johnson per il 27 enne Andrew Sabisky. Il giovane, laureato a Cambridge, era stato reclutato dal fedelissimo di Johnson Dominic Cummings, che cercava aiutanti “strambi” e “disadattati”, ma “intelligenti e brillanti” per il suo lavoro quotidiano a Downing Street. Ebbene, pare che alcuni commenti di Sabisky avrebbero varcato la soglia consentita dello “strambo e disadattato”, provocando un vero e proprio terremoto politico.

Questo perché Andrew Sabisky, autodefinitosi “super-veggente” sul suo profilo Twitter e commentatore assiduo del blog di Cummings, si era distinto in passato per frasi piuttosto tranchant su minoranze etniche, donne e temi etici, sparpagliandoli negli anni sui vari social: ma se gli uomini dimenticano, internet custodisce tutto gelosamente, e lunedì sera qualcuno ha fatto magicamente riemergere tutte le boutade più scomode di Sabisky.

Ad esempio, tutte le frasi in cui invocava l‘eugenetica di massa, teorizzando la “sterilizzazione” di Stato per alcune donne “di bassa classe sociale” in caso di tasso di natalità troppo elevato. Più di una volta su Twitter aveva paragonato gli sport femminili alle “Paraolimpiadi”, e caldeggiava l’uso di sostanze chimiche per migliorare le performance cerebrali dei britannici: in tali frangenti il ragazzo sosteneva che simili esperimenti “valgono bene un bambino morto ogni tanto“. Sabisky aveva da ridere anche sugli afroamericani, perché “hanno un quoziente intellettivo inferiore. Ci sono differenze a livello razziale”.

Nella correttissima e inclusiva Gran Bretagna una condotta simile risulta ovviamente inammissibile, e fin da lunedì mattina, nell’esecutivo conservatore molti impiegati e consiglieri avevano fatto sapere orripilati che “non avrebbero risposto alle mail di Sabisky, né collaborato con lui”. Così, nonostante Cummings avesse cercato di difendere il suo giovane pupillo, Sabisky si è visto costretto a rassegnare le proprie dimissioni, annunciandolo su Twitter: “L’isteria dei media è davvero folle. Volevo solo aiutare il governo, non creare problemi. Quindi ho deciso di dimettermi. Spero che un giorno i media la smetteranno di citare solo quello che piace a loro”.

Cristina Gauri

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