Roma, 12 nov — La strada lastricata d’oro del truffatore nigeriano e milionario Ramon Abbas è finita dritta sulla soglia del carcere, con una condanna a 11 anni per truffa e associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro.

Abbas si faceva chiamare «Billionaire Gucci master» ed era noto su Instagram come Ray Hushpuppi, dove dava sfoggio di incredibili ricchezze e lussi pacchiani: foto in località da sogno, ville monumentali, auto di lusso, vestiti griffati che gli avevano valso un seguito di oltre due milioni di follower. Il profilo è ora sospeso. La Cia lo aveva classificato come «uno dei più prolifici riciclatori di denaro al mondo», lui passerà tristemente alla storia per l’enorme quantità di denaro guadagnato con le frodi informatiche e la falsificazione delle email aziendali.

L’influencer diventa milionario con le truffe

Famosa la collaborazione del «principe nigeriano» con hacker nordcoreani per il riciclaggio di 14,7 milioni di dollari rubati a una banca di Malta, la frode a un grosso club calcistico inglese e quella messa a punto nei confronti di uno studio legale di New York, che senza saperlo eseguì un bonifico di oltre 900mila dollari su uno dei conti di Abbas. In Qatar, l truffatore si era preso gioco di un imprenditore, chiedendogli 15 milioni di dollari per la (finta) costruzione di una scuola.

Il principe nigeriano

Abbas rimarrà tristemente famoso per essersi arricchito con una delle truffe web più famose, quella del «principe nigeriano», in cui i criminali inviavano email alle vittime fingendosi ex governanti del Paese africano, dichiarando di avere i conti bloccati. Al truffato chiedeva di pagare una tassa per tornare in possesso del proprio patrimonio. Sembra incredibile ma la gente abboccava e a quanto pare abbocca ancora.

«Ha rovinato decine di persone e fornito assistenza al regime nordcoreano», dichiara Don Alway, vicedirettore dell’ufficio di Los Angeles dell’FBI. Abbas è stato condannato a 135 mesi di prigione in un penitenziario federale degli Stati Uniti. Dovrà restituire 923 mila dollari allo studio legale di New York truffato in passato, e 810 mila dollari dovrà spedirli all’imprenditore del Qatar. Dopo aver scontato la pena, il 40enne nigeriano sarà rispedito in patria.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Invece a mezzi non conformi, libertà operativa continua ed impunita? Questo è la ricerca-sviluppo, progresso moderno, sempre impuniti? Dovremmo scendere…

  2. Io ci darei un premio, altro che galera. La galera a quella che salgono sui barconi in Libia. Sto qua è un genio

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