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Roma, 29 apr — I genitori di un adolescente trans australiano, morto suicida all’inizio di marzo, hanno deciso di organizzare due funerali separati perché non riuscivano a mettersi d’accordo sul sesso del defunto. Una situazione grottesca che ha fatto da contorno a una vicenda già tragica.



Secondo Newsweek, che ha riportato la notizia, i genitori del «ragazzo» trans — in realtà una ragazza di 15 anni — non riuscivano a raggiungere un accordo sul nome da scolpire sulla lapide. Tanto da portare il caso al Tribunale della famiglia australiano.

I due genitori in disaccordo sul sesso del ragazzo trans

Da un lato troviamo la madre, sicura del fatto che il «figlio» trans avrebbe odiato vedere scritto il proprio nome femminile, assegnatogli alla nascita, sopra un arredamento funerario. Sul fronte opposto si trova invece il padre, che voleva il nome di nascita della figlia sulla lapide. «Lo accetterei solo se fosse messo tra parentesi e dopo il nome che si era scelto», ha specificato invece la madre. La transizione del figlio, spiega la donna, costituiva un grande cruccio per il padre. Le leggi vigenti nell’Australia occidentale vietano ai minori di cambiare il proprio nome senza l’approvazione di entrambi i genitori. Il mancato assenso di uno dei coniugi richiede l’avvio di un processo davanti al Tribunale della famiglia.

Doppio funerale

Dopo una serie infinita di discussioni tra il padre e la madre, la drastica decisione finale. Due funerali. Entrambi i genitori hanno deciso di dividere i resti cremati dell’adolescente trans in modo uniforme e di usare sia il suo nome di nascita che il nome «da ragazzo». Tuttavia, poiché il ragazzo trans non era stato in grado di cambiare legalmente il suo stato anagrafico — mancando il consenso del padre — il suo nome di nascita comparirà sul certificato di morte ufficiale. Secondo 7 News, il ragazzo soffriva anche di disturbo borderline di personalità — non infrequente tra le persone affette da disforia di genere — di cui la madre sostiene di non essere a conoscenza. «Aveva bisogno di più supervisione», è il suo rimpianto.

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. Storia allucinante davanti al mistero della morte. Per altro, da tempo rifletto sulla gravità delle coercizioni sbagliate a danno degli adolescenti, a cominciare da una educazione bipolare sino a giungere al soffocamento sessuale per motivi economico sociali. Contro natura non è mai un bene.
    (Considerazione a botta calda senza alcuna pretesa).

  2. RIP ,

    davanti alla Nera Signora ci si inchina …..

    come diceva il Principe

    Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive
    Nuje simmo serie, appartenimmo à morte!

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