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Genova, 29 apr – Matteo Bassetti è uno dei virologi, infettivologi e compagnia cantante onnipresenti sui nostri schermi dall’emergere della pandemia di Covid. In una sua intervista per Chi, il medico genovese fa sfoggio del suo amore di sé e non se ne pente.



Bassetti: “Telecamera è una droga”

Matteo Bassetti, uno dei volti nuovi della nuova casta di influencer gli infettivologi e virologi, nonché direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino, ha rilasciato una lunga intervista  al settimanale Chi, diretto da Alfonso Signorini. Per la rivista si è fatto immortalare insieme alla moglie Maria Chiara, sposata nel 2003. E’ lo stesso infettivologo ad ammettere che «la telecamera è una droga. Ma quando non mi chiameranno più vorrà dire che l’emergenza è finita. Accetto volentieri lo scambio, ma non credo che sarà per forza oblio».

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La rivalità da camerino con Galli

E al giornalista di Chi, che gli domanda se la notorietà ha influito sul rapporto con la coniuge, Bassetti replica dicendo che la gelosia è «una leggenda messa in giro dai media», e che «come dice mia moglie, mi piace piacere. Che c’è di male? Ho 50 anni, professore e direttore, ora anche la notorietà. Perché dovrei vergognarmene?”». Stoccata, inoltre, al collega meno “piacente”: “I miei figli mi dicono: “Papà, così non vale. Se con le donne il tuo avversario è il professor Galli, vuol dire che ti piace vincere facile”».

Signorini lo difende: “Almeno lui lo ammette”

Mica scemo, Alfonso Signorini (direttore di Chi): quando ha visto che i virologi sono diventati i nuovi vip, per sua stessa ammissione, gli “è venuta l’idea di prendere il più piacione di tutti  e devo dire che non ha tradito le attese”. Secondo lui, infatti, i colleghi di Bassetti “non avrebbero mai il coraggio di ammettere e cioè che la televisione è una sirena al cui canto è difficilissimo resistere”, dice all’Adnkronos.  “Bassetti ha accettato immediatamente e con grande piacere di fare l’intervista con noi, non avevo dubbi. Lui almeno ha avuto l’onestà intellettuale di ammettere il suo narcisismo”. Già, proprio ciò di cui avevamo bisogno in un’Italia piegata dalla pandemia: altro protagonismo.

Ilaria Paoletti

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8 Commenti

  1. Se a sex symbol siamo ridotti a sto pisquano siamo al proprio fondo del barile e lo stiamo grattando a raspa.

  2. Se io mi devo fidare come medico di uno che ama notorietà che si autoconvince di essere sex simbolo diciamo che la sanità in Italia va alla grande! Ma cura invece di vivere in tv e cambiare idea ogni secondo a seconda decanale dove sei ospite e quindi in base a idea politica del canale

  3. Giù le mani dal pelatone, che somiglia alla buonanima di Benito!
    Noi narcomiracolisti del Movimento Visionario, benchè negazionisti, lo preferiamo ad altri Galli del pollaio.

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