Roma, 28 ago – Due navi da guerra statunitensi stanno attraversando in queste ore lo Stretto di Taiwan. Lo annuncia la stessa Marina degli Stati Uniti, forse in un vero e proprio atto di sfida alla Cina sulla sempre più contesa sovranità di Taiwan. L’invasione armata di oggi nei mari asiatici è la prima operazione di questo tipo da quando sono aumentate le tensioni tra Taiwan e Cina. La miccia dello scontro geopolitico era stata riaccesa all’inizio di agosto, in seguito alla visita del presidente della camera Usa Nancy Pelosi a Taiwan.

Le operazioni militari cinesi dopo la visita della Pelosi

Negli ultimi le navi da guerra occidentali hanno navigato regolarmente attraverso lo stretto, senza che la Repubblica Popolare cinese sia intervenuta. Nelle ultime settimane, però, la Cina ha reagito alla visita della Pelosi organizzando esercitazioni militari in tutta l’area marittima. La scorsa domenica, il ministero della Difesa di Taiwan ha affermato di aver rilevato 23 aerei e otto navi cinesi che operavano intorno alla nazione insulare. Tra gli aerei rilevati, sette hanno attraversato la linea mediana dello Stretto, che rappresenta una sorta di confine non ufficiale tra i due Paesi asiatici.

La tensione nello Stretto di Taiwan

Dal canto suo, Washington, oggi afferma che i suoi due incrociatori missilistici guidati, la Uss Antietam e la Uss Chancellorsville, stanno rivendicando la libertà di navigazione americana nelle acque internazionali. Pechino però, considera tali azioni come atti provocatori e sostiene che l’isola di Taiwan è parte integrante del territorio cinese. La Marina militare cinese afferma che sta monitorando i movimenti delle due navi, mantenendo uno stato di allerta elevato. Come riferito dall’agenzia di stampa Reuters, la Difesa cinese sarebbe dunque pronta a respingere qualsiasi tipo di provocazione a stelle e strisce.

Il doppio gioco Usa tra Pechino e Taiwan

La Marina degli Usa ha dichiarato che “le navi sono transitate attraverso un corridoio nello Stretto di Taiwan, al di là del mare territoriale di qualsiasi stato costiero”. Il fatto però che Taiwan è autogovernata, non impedisce alla Cina di vedere l’isola come una provincia separatista, che in futuro dovrà tornare alla madre patria socialista della rossa e capitalista Pechino. Come se la situazione tra i due governi non fosse già delicata, gli Stati Uniti da tempo stanno incendiando ancor di più la già calda situazione diplomatica sulla questione. Il doppiogiochismo statunitense, da una parte si attiene alla politica denominata “One China“, che riconosce formalmente un solo governo cinese, ma dall’altra continua a mantiene anche ufficiosamente stretti rapporti con l’isola. Come già avvenuto e avviene in molte altre parti del mondo, non ultima la situazione bellica tra Russia e Ucraina, gli States continuano a svolgere la vendita di armi per la difesa di Taiwan.

Andre Bonazza

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