«Politicamente SCORRETTA»: scritto proprio così, in maiuscolo. Ecco come si definisce sul suo profilo Facebook Carlotta Chiaraluce, candidata per Italexit in alcuni collegi plurinominali del Lazio (02 e 03). E in effetti Chiaraluce, da anni in prima fila nelle battaglie di CasaPound Italia di cui è un’esponente di punta, è lontana dal mainstream. Ne ha dato prova nelle tante battaglie in piazza, ma anche in televisione, ogni volta che, con un rituale sempre uguale a sé stesso, è stata chiamata a rappresentare i «brutti, sporchi e cattivi» in una sorta di miniprocessi mediatici, ovviamente con cinque pubblici ministeri avvelenati, un giudice di parte e, al massimo, un distratto avvocato di ufficio.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di settembre 2022

Ora una nuova sfida, per lei, ma anche per tutta CasaPound Italia che, dopo aver scelto di non partecipare più alle competizioni elettorali per privilegiare altre forme di impegno politico e culturale, tenta di abbracciare la strada che sta tracciando Gianluigi Paragone, con il movimento nato per sostenere l’uscita dell’Italia dalla gabbia dell’Unione europea e che ha finito per raccogliere via via nuovi consensi.

Intervista a Carlotta Chiaraluce

Perché la sua candidatura con Italexit di Paragone?

«Dopo due anni di battaglie contro il governo Draghi e contro il green pass e l’obbligo vaccinale era giusto partecipare a un progetto che dà ampio respiro a realtà identitarie e che segna una reale rottura con il sistema».

Sulla sua scelta hanno pesato le posizioni sul green pass e sull’obbligo vaccinale, che peraltro hanno visto favorevolissime molte formazioni del centrodestra che ora fanno finta di dimenticare.

«Guardi, non sono chiari nemmeno ora con i loro programmi elettorali, che ovviamente mi sto leggendo. La Lega, per esempio, parla di possibili protocolli da introdurre per combattere la pandemia, ma non si capisce a cosa si riferiscono esattamente. E poi Lega e Forza Italia erano favorevoli a green pass e obbligo vaccinale, hanno cambiato idea solo strumentalmente».

«Non voglio fare polemiche ma proposte», scrive sul suo profilo Facebook: ce ne dice tre?

«Battaglia contro il green pass, rilancio delle politiche per una indipendenza e autonomia energetica e industriale, e lotta alla direttiva Bolkestein. Ne aggiungo una quarta: la lotta alla denatalità, serve una nuova politica per incentivare le nascite».

Dove può arrivare Italexit?

«È una bella scommessa, ritengo che la soglia di sbarramento sia alla nostra portata, ma può stupire e arrivare anche al 5-6 per cento, costituendo così una spina nel fianco per la nuova compagine governativa».

Se entra in Parlamento, promette che…

«Prometto di essere la voce di tutti quelli che in questi anni sono stati censurati, etichettati, che sono stati…

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