Roma, 23 ott – Negli ultimi anni l’Egitto ha tratto enormi benefici dallo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale nelle sue acque territoriali, tanto da diventare il più importante produttore del Mediterraneo. Ma questo non ha risolto la gran parte dei problemi economici, visto che il tasso di disoccupazione della nazione nordafricana rimane ancora elevato. Cosicché il governo de Il Cairo ha varato un piano per l’industrializzazione del Paese e vuole incentivare le aziende cinesi che stanno lasciando l’India a investire in Egitto. Un piano che sta già dando risultati significativi.

L’Egitto attrae le aziende cinesi

Poche settimane fa, il governo egiziano ha firmato un accordo con la società cinese di elettronica Oppo per costruire in Egitto una fabbrica di cellulari.
La scelta da parte di Oppo è stata motivata dal fatto che l’India sta favorendo i produttori locali e vuole disincentivare le società straniere. Al momento si stima che siano 2.800 le società cinesi che hanno lasciato l’India dal 2014 e il governo egiziano vuole incentivare queste società a investire in Egitto, fornendo loro diversi incentivi quali esenzioni fiscali e fornitura di fabbricati che possono essere ripagati in 10 o 15 anni.

Attualmente in Egitto vengono venduti 20 milioni di cellulari all’anno e il governo vuole che vengano tutti prodotti in loco, così da ridurre le importazioni e creare posti di lavoro. C’è da dire che oltre Oppo hanno investito in Egitto un’altra società cinese, Vivo, e la finlandese Nokia. Vivo ha ha appena aperto una fabbrica di 11 mila metri quadrati per un valore di 20 milioni di dollari,  mentre Nokia si impegna a produrre un milione di smartphone all’anno.

Giuseppe De Santis

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