Roma, 23 ott – Il nuovo governo dovrà necessariamente lavorare per mitigare nell’immediato il peso della crisi economica ed energetica, provando ad annullare o quantomeno a rinviare la transizione ecologica, vera spada di Damocle di qualsiasi eventuale ripresa a lungo termine. Il Pnrr, misura già di principio discutibile, andrà valorizzato e utilizzato per provare a migliorare la qualità della vita e dell’economia del nostro paese, concentrando i suoi fondi su investimenti infrastrutturali o anche energetici utili e favorevoli per imprenditori, aziende e lavoratori.

Perché serve un ministero dell’Energia

Pertanto, il ministero della Transizione Ecologica andrebbe accorpato e incluso in uno più grande, comprendente un largo raggio d’azione in campo energetico. Ad esempio, sarebbe fondamentale istituire un unico ministero dell’Energia, dove le opere utili alla transizione green potrebbero essere disinnescate o rinviate a lungo termine, evitando che impediscano l’approvvigionamento immediato a fonti energetiche importanti come i combustibili fossili o gli idrocarburi. Il nuovo governo dovrà, inoltre, concentrarsi sulla riscrittura del Pnrr, imponendo almeno in parte a Bruxelles delle ragioni e delle modifiche di buonsenso: ad esempio, come è possibile pensare di maturare le riforme necessarie per ottenere i fondi nel tempo stabilito due anni fa? In che modo si può ritenere che con l’inflazione a più dell’8% degli investitori partecipino a una gara basata su un bando la cui stesura è avvenuta 24 mesi fa, quando l’inflazione era “appena” al 2%?

Inoltre, in che modo si può ritenere fattibile approvare dei piano di riconversione ecologica che evidentemente legherebbero le nostre industrie a dei prodotti di fabbricazione cinese, rischiando di mettere in pericolo il nostro interesse nazionale in una nuova eventuale crisi geopolitica? Domande a cui pare che la Commissione Europea non sia intenzionata a rispondere, ragion per cui spetterà al nuovo esecutivo italiano tutelare gli interessi nazionali in campo energetico, evitando di sacrificare il nostro tessuto produttivo a lungo termine per le volontà ambientaliste di qualche cancelleria europea.

Tommaso Alessandro De Filippo

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1 commento

  1. La prima cosa è contribuire seriamente a far concludere questa guerra (pure altamente energivora), contro i russi ponendo fine alla infame gestione ucraina moderna, sostituendo quest’ ultima con figure locali (etero-sostenute a tempo) che ben sanno e riconoscono provocazioni, ingiustizie, ignoranza, strumentalizzazioni, corruzione, ovvero le cause che hanno dato il via ad una guerra civile transnazionale che ci riporta ad un ns. recente passato: Spagna, Alsazia-Lorena… Fottere i russi significa anche privarci del nostro “Canada”! Senza neppure parlar d’ altro. Silenziare tutta la verità sul sangue versato non porta bene !!

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