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Città del Messico, 17 nov – Non solo intellettuali indignati e picchiatori di donne e anziani, il popolo degli scontenti per la vittoria di Donald Trump cresce e può ora contare su un nome di primissimo piano. El Chapo, il narcotrafficante più famoso del mondo, ha commentato il risultato delle elezioni Usa sferrando un duro attacco al neo presidente: “Ha vinto il rappresentante dell’odio, del conflitto, del razzismo, della persecuzione, della misoginia. Che situazione triste per tutti”. Joaquin Guzman (questo il vero nome del Chapo), ha esternato la sua indignazione attraverso il suo seguitissimo profilo Twitter (conta ben 614 mila followers), che utilizza nonostante si trovi tutt’ora detenuto in un carcere messicano.

El ChapoEl Chapo, balzato agli onori delle cronache per le sue numerose evasioni rocambolesche (oltre che per la sua somiglianza con l’ex sindaco di Roma Alemanno, ndr) e per essere divenuto il “capo dei capi” del narcotraffico messicano, promette di abbattere il muro che The Donald ha promesso di costruire al confine tra Stati Uniti e Messico: “Il muro non è un problema. Lo distruggo, ci salto oltre o ci passo sotto. Però quante deportazioni potrebbero arrivare, quante famiglie sarebbero separate”. Sicuramente El Chapo possiede le capacità necessarie per farsi beffe delle barriere al confine con gli Usa, visto che nella sua lunga carriera criminale è arrivato anche ad utilizzare tunnel lunghi mezzo chilometro pur di far entrare la cocaina dal Messico. Più complicato buttarlo giù nonostante disponga praticamente di un suo esercito personale. La parte meno credibile è senza dubbio quella relativa alle preoccupazioni “sociali” del Chapo Guzman rispetto alla separazione delle famiglie, più probabile che l’elezione di Trump desti in lui preoccupazione per la sua possibile estradizione negli Usa, dove potrebbe toccargli la pena di morte.

El ChapoLa magistratura messicana in primo grado si è proonunciata a favore della sua estradizione negli Stati Uniti, così come lo stesso Trump lo aveva nominato nel corso della campagna elettorale per le primarie a luglio: “El Chapo e i cartelli della droga usano i confini con gli Usa senza controlli come se fossero un’aspirapolvere, risucchiando droga e morte direttamente negli Stati Uniti”. Per il neo presidente, che nel frattempo ha dichiarato di aver accettato l’invito del premier messicano per un incontro, riuscire a fare fuori El Chapo potrebbe essere senza dubbio un grande risultato politico. Nel frattempo il boss, tra i tweet che sanno di congedo “tutto quello che ho fatto l’ho fatto per la mia famiglia”, continua a mostrare i muscoli “non abbassiamo la guardia. Se Trump si mette contro i messicani troverà un muro dove andrà a sbattere”.

Davide Di Stefano

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