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centrali nucleari in FranciaRoma, 17 nov – Costerà salato il conto all’Italia il fermo delle centrali nucleari francesi. Ad ammetterlo, nel corso di un’intervista rilanciata dall’Ansa, è il presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni. Il fermo di un terzo delle centrali transalpine avrà ricadute certe anche sulle bollette energetiche dei cittadini italiani. Si parla di cifre esorbitanti che si aggirerebbero tra 1 e 1,5 miliardi di euro. “E’ atteso un effetto sulle bollette italiane, dal momento che i mercati sono collegati, quindi ci stupiremmo del contrario“, ha detto Bortoni. Un aumento che si potrebbe già manifestarsi nelle bollette del mese di gennaio. Bortoni afferma che “certamente ne dovremo tener conto, il portafoglio dell’Acquirente Unico ne risentirà sicuramente“.centrali_nucleari_francia

Su un totale complessivo di 58 centrali nucleari, saranno 21 quelle interessate dal blocco per manutenzione straordinaria. L’allarme è stato dato mentre si stava procedendo alla costruzione del reattore di Flamanville: sono state rinvenute delle anomalie e il sospetto è che anche altre centrali possano riportare lo stesso problema.

L’Italia, che ricordiamolo dipende dall’energia importata dall’estero per il 75,9% del suo fabbisogno, importa su base annua 40 terawattora dalla Francia. I cugini transalpini ci hanno riservato sei centrali nucleari per esaudire la nostra richiesta di energia, ma il prezzo è ovviamente soggetto alle loro condizioni di mercato.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, nel corso di un’intervista rilasciata qualche settimana fa al Corriere della Sera era stato lapidario: “Paghiamo il retaggio degli anni Ottanta, quando con il referendum fu deciso di spegnere le nostre centrali nucleari che avevamo appena costruito“.

Giuseppe Maneggio

 

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