Roma, 26 mag – Con l’approssimarsi delle elezioni europee, vediamo brevemente come sono considerate le elezioni in un paese indipendente e sovrano come l’Iran.

Un’affluenza da record

Dal 1979, anno della vittoria della Rivoluzione Islamica dell’Iran, fino al 2018 in Iran si sono svolte 36 elezioni, con un’affluenza media del 63% degli aventi diritto e del 66% per le elezioni presidenziali (in tutto 12), con un picco del 98% di affluenza per il referendum del 30-31 marzo 1979, in cui il popolo doveva esprimersi sulla Repubblica Islamica (99% degli aventi diritto votarono per il sì). La media è superiore a quella di molti Paesi occidentali, a dimostrazione sia della partecipazione del popolo alla vita politica del sistema sia del suo appoggio al sistema stesso.

Votare: un dovere divino e nazionale

Nella Repubblica Islamica dell’Iran, la partecipazione del popolo è fondamentale per garantire la continuità del sistema e, pertanto, il popolo viene incoraggiato a partecipare alle elezioni e a esprimere la propria opinione. L’imam Khomenei, fondatore della Repubblica Islamica dell’Iran, affermò riguardo alle elezioni: “è un dovere divino, è un dovere nazionale, è un dovere umano che dobbiamo assolvere, tutti dobbiamo partecipare alle elezioni”. Sia l’imam Khomenei che la guida attuale, l’ayatollah Khamenei, hanno sempre posto l’accento su alcuni punti per quanto concerne le elezioni: massima partecipazione del popolo, necessità di svolgere elezioni trasparenti, rispetto delle norme morali nella competizione tra i canditati, non lasciarsi influenzare dalle ingerenze straniere nella scelta dei candidati o nell’invito a non partecipare alle elezioni, scegliere il candidato più competente e più fedele alla nazione e ai suoi valori.

Il popolo sovrano dell’Iran

Inoltre secondo loro il voto di ciascun membro della società ha lo stesso valore, ed essi hanno sempre dimostrato completa fiducia nelle scelte del popolo, l’imam Khomeini affermò: “Come ho sempre ribadito, gli individui sono liberi di scegliere nelle elezioni, non hanno bisogno di un tutore, nessun individuo né gruppo ha il diritto di imporre un candidato o più candidati al popolo”. In un’altra occasione egli ribadì: “La situazione oggi non è come quella del passato, quando c’era il regime [dello Scià]. Nel regime precedente voi non avevate alcun potere, oggi avete il potere per salvaguardare l’identità islamica, proteggere gli interessi del paese, salvaguardare la vostra indipendenza e la vostra libertà. È una responsabilità di tutte le classi sociali […], oggi tutti sono responsabili, non è come in passato che dicevate di non avere alcun potere, oggi avete il potere. Oggi tutto il potere appartiene alla nazione”.

Hanieh Tarkian

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