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Stoccolma, 2 set – Soffia forte, il vento populista nella “inclusiva ed accogliente” Svezia. Termometro politico, saranno le ormai vicinissime elezioni del 9 settembre. Un test importante anche in chiave europea: perché sebbene dal 2015 le politiche migratorie abbiano visto un irrigidimento della propria linea gestionale, l’apprezzamento degli svedesi verso idee nazionaliste ed euroscettiche cresce inarrestabile.
Figura chiave, il giovane leader Jimmie Akesson. Guida del partito Sverige Demokraterna,  fervido promotore di “Swexit” ed appassionato nazionalista, si insinua nel panorama politico svedese dominato da una sinistra in calo di consensi. Situazione speculare a quella italiana se non fosse per Vänsterpartiet (Partito della sinistra) pronto a raddoppiare i voti conquistati nelle precedenti elezioni. Gradimento decrescente a parte, però, i socialdemocratici guidati da Stefan Löfven, dovrebbero spuntarla anche stavolta. Ma con i tradizionali partiti di centro-destra in una fase di stallo (eccezion fatta per Centerpartiet, il Partito di centro), è l’avanzata di SD a colpire. E positivamente. Il suo 39enne leader, ha posto immigrazione, criminalità e referendum se restare o meno nell’Unione europea come temi cardine. Instancabile, iperdinamico, Akesson gira in lungo e in largo la Svezia per promuovere programma e idee. Gli ultimi sondaggi, lo vedono secondo. E sebbene il sistema elettorale svedese rappresenti un oggettivo limite (proporzionale con sbarramento al 4%) Akesson è la reale “spina nel fianco” della politica immigrazionista svedese.
“Siamo noi l’unico sincero partito anti immigrati”, ha detto il leader nazionalista, intervenendo alla radio pubblica. “Gli altri – ha continuato – parlano di linea dura e di ordine copiando le nostre proposte”. In attesa del responso delle urne, il fermento svedese è un ottimo segnale. L’Europa è avvisata.
Chiara Soldani

4 Commenti

  1. In Svezia, che si tratti di socialdemocratici o di centristi, è irrilevante, peggio che qua formano il grande partito unico liberalprogressista. Non a caso le posizioni sull’immigrazione non sono affatto divergenti, per cui quella parte di svedesi con un po’ di sale in zucca, giustamente stufa di essere invasa dagli afroislamici, pone le proprie speranze sui Democratici Svedesi di Akesson.

  2. Purtroppo in Svezia, così come in Italia, i patrioti non riusciranno ad avere la maggioranza poiché anche in Svezia, così come in Italia, una burocrazia cumunistoide ,codarda e vigliacca ci tiene ostaggi di una casta maledetta che ci vuole invasi,falliti ed indeboliti………. Anzi , spesso , come fanno i piddini si raglia ai quattro venti per un possibile default del paese……..la sinistra è un cancro che lentamente ti uccide,in tutta Europa. Non fanno nulla,non decidono e governano per slogan……..amici degli immigrati , odiano il proprio popolo,sino a portarlo alla fame ed alla povertà…….. Indegno ed ignobile.

  3. Ormai è troppo tardi per la Svezia. E’ perduta… non esiste più come nazione.
    Hanno superato da molto tempo il punto di non ritorno.
    Nonostante il caos, gran parte degli Svedesi vota ancora a sinistra.
    Votano per la loro estinzione.

  4. Un altro paese dove chi comanda non ha capito che parecchi dei ‘nuovi acquisti’ non hanno lo stessso concetto di convivenza civile degli autoctoni.

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