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Le elezioni Usa hanno già un perdente certo: i sondaggi (e non è una novità)

by Davide Di Stefano
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Washington, 4 nov – La sensazione di vedere un film già visto. Il pianto di Giovanna Botteri, la sorpresa mista smarrimento di Alan Friedman, lo sdegno su Twitter dei semicolti che, come fu per le precedenti elezioni Usa e per la Brexit, si chiedono “come è possibileh?”, aggiungendo una serie di strali contro gli americani stupidi, grafici che mostrano come i laureati abbiano votato dem etc. Niente “onda blu” come nelle previsioni della vigilia anzi, per ora è Trump ad essere in leggero vantaggio.

Progressisti appesi a un francobollo

La speranza dei progressisti è appesa a un filo, anzi, ad un francobollo: solo il voto postale sembra in grado di ribaltare i risultati attuali in favore di Biden. Per capirci in uno degli stati chiave, la Pennsylvania, si conteranno anche i voti che arriveranno 3 giorni dopo la chiusura delle urne, anche se privi di un timbro leggibile. Roba da terzo mondo: fosse accaduta una cosa simile in Bielorussia avremmo Riotta, Lerner e tutta la sinistra al caviale intenta a gridare alla dittatura. Ci sono al momento sei stati in cui il conteggio dei voti si è arenato tra il 65 e il 95%: cinque di questi sei stati sono governati dai democratici, in cinque di questi sei stati Trump è in vantaggio con margini rassicuranti (se ne conquista anche solo 4 viene eletto). Sembrano dunque più che legittime le dichiarazioni dell’attuale inquilino della Casa Bianca, pronto a rivolgersi alla Corte Suprema temendo brogli.

Ma non doveva essere “un’onda blu”?

In ogni caso resta la figura barbina dei sondaggisti, che avevano dato all’unanimità Biden in vantaggio di 10-12 punti. Un distacco incolmabile, che invece si è dimostrato ancora una volta essere una bufala. Viene il legittimo sospetto che ormai i sondaggi siano solo un’arma di propaganda elettorale, al pari di quanto accade con i grandi media negli Usa, che tradizionalmente di producono in endorsement per questo o quel candidato senza girarci intorno. Anche stavolta, proprio come nel 2016, manco a dirlo erano tutti schierati con i democratici.

Davide Di Stefano

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5 comments

Rino 4 Novembre 2020 - 11:42

I sondaggi dovrebbero essere vietati dalla costituzione. Troppo palese l’intento di pilotare il consenso degli elettori. Inoltre, pur ipotizzando che non siano deleteri, che utilità hanno?

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jason17 4 Novembre 2020 - 12:01

Il sistema informativo è in mano, nel mondo occidentale, alle sinistre, leggasi ” progressisti “. I sondaggisti, che pubblicano sui suddetti organi di Propaganda, sono al servizio del Regime mediatico e il loro scopo è quello d’influenzare l’opinione pubblica con dati mendaci, sempre sconfessati del risultato elettorale. Si debbono consultare alla stregua degli oroscopi, hanno la funzione di supportare chi vive nei dibattiti televisivi e scrive articoli utili solo a chi li ha vergati; ovviamente, non mi riferisco a voi del Primato, tra i pochi che fanno delle disamine coerenti ed equanimi.

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