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Roma, 10 lug – L’Eni in Egitto si dimostra, ancora una volta, più lungimirante del governo. Capace, da solo, di portare sulle spalle quella politica estera che dalle parti della Farnesina non sembrano più capaci di fare. Mentre il parlamento votava per la concessione della cittadinanza a Patrick Zaki (affare interno al Cairo), il cane a sei zampe siglava infatti un accordo per la produzione di idrogeno nel Paese dei faraoni. Tenendo così un occhio alle tecnologie del futuro e un altro all’ambiente, nel solco del piano strategico di lungo termine presentato pochi mesi fa.



Eni studia in Egitto per la produzione di idrogeno

L’intesa sottoscritta da Eni in Egitto è tesa “valutare la fattibilità tecnica e commerciale di progetti per produzione di idrogeno”, spiega la società in una nota. Insieme alle controparti Egyptian electricity holding company ed Egyptian natural gas holding company, si studieranno progetti congiunti lungo due direttrici. La prima è quella della produzione di idrogeno verde, attraverso l’uso di energia elettrica generata da fonti rinnovabili. La seconda quella relativa all’idrogeno cosiddetto “blu”, attraverso cioé lo stoccaggio di CO2 in giacimenti esausti di gas naturale. “Lo studio – chiosa Eni – analizzerà anche il consumo potenziale di idrogeno sul mercato locale e le opportunità di esportazione. Verranno, inoltre, valutati i possibili schemi di sviluppo e di business per implementare i progetti selezionati”.

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“L’accordo – prosegue Eni – si colloca nel percorso intrapreso per raggiungere entro il 2050 il target di azzeramento delle emissioni nette e l’annullamento della relativa intensità emissiva (Net Carbon Intensity), riferita all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti. Esso si inserisce, inoltre, nel quadro della strategia dell’Egitto per la transizione energetica, la quale prevede la diversificazione del mix energetico nonché lo sviluppo di progetti per la produzione di idrogeno in collaborazione con importanti società internazionali”.

Eni opera in Egitto dai tempi di Enrico Mattei. Era il 1954 quando l’Ente nazionale idrocarburi si affacciò per la prima volta all’ombra delle piramidi. Oggi è presente attraverso la controllata International egyptian oil company, protagonista delle straordinarie scoperte degli ultimi anni.

Filippo Burla

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