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Roma, 10 giu – Quando, il 23 Giugno del 2016, il 52% dei cittadini della Gran Bretagna votarono in favore della Brexit, furono in tanti a dichiarare che Londra si sarebbe pentita di quel referendum. C’era chi parlava di miseria e povertà e chi di carenza di ogni bene primario, medicinali inclusi. Senza dimenticare le punte liriche sulla “fine della civiltà politica”, come ebbe a dichiarare l’allora presidente del consiglio europeo Donald Tusk. Da allora sono passati cinque anni e, se si esclude la recessione causata dalla pandemia, per la Gran Bretagna le cose sembrano essere andate splendidamente. Prova ne siano le tante imprese che hanno deciso di investire nell’isola.



La prima in ordine di tempo è stata Cadbury, la quale ha rilocalizzato (dalla Polonia) in patria la produzione di cioccolata. Dimostrando che l’uscita dall’Unione Europea non ha avuto conseguenze negative, né di natura commerciale né finanziaria. L’azienda dolciaria è stata sorta di “apripista” per tanti potenziali investitori, ormai persuasi che la Brexit non ha inciso sulla credibilità né sull’affidabilità del Regno Unito.

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Nissan e Tesla non “sentono” la Brexit

La scelta di Cadbury non è stata insomma un caso isolato. Pochi giorni fa, infatti, anche due grandi del settore automobilistico come Nissan e Tesla hanno dichiarato di voler cogliere le opportunità offerte dalla Gran Bretagna.

Il colosso giapponese, che opera in loco dal 1986, ha annunciato di voler investire un miliardo di sterline negli stabilimenti di Sunderland, nel nordest della nazione. Qui saranno creati 1600 nuovi posti di lavoro diretti e altri 4500 tra le aziende fornitrici. L’investimento fa parte di un piano che ha come scopo quello di produrre proprio a Sunderland un nuovo modello di auto elettrica, nonché una fabbrica che realizzerà batterie. La decisione è enormemente significativa, visto che pochi anni fa la stessa Nissan aveva annunciato di lasciare l’isola dopo la Brexit. Le rassicurazioni del governo di sua maestà e il rinnovato clima di fiducia l’hanno convinta a fare un passo indietro. Sempre sulle auto elettriche è da registrare anche l’attivismo di Tesla. La società di Elon Musk sta visionando un sito nella regione del Somerset per realizzare una delle sue Gigafactory. Quasi uno smacco per il resto dell’Ue e specialmente per la Germania, dato che la fabbrica inizialmente doveva sorgere a Berlino.

Giuseppe De Santis

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