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Roma, 30 gen – Se l’Egitto è diventato un hub regionale per la produzione di gas naturale è anche grazie al cane a sei zampe che, con i suoi investimenti e la sua esperienza nel settore, ha permesso di scoprire importanti depositi di questa preziosa fonte di energia. Eni, in Egitto fin dal 1954, oggi produce 320mila barili di petrolio al giorno, facendone il più importante investitore nel comparto energetico. Di recente ha dato via a due nuovi progetti.



Gnl nel Delta del Nilo

Il primo riguarda la riapertura dell’impianto di gas naturale liquefatto nella città portuale di Damietta, sul Delta del Nilo. Chiuso da novembre 2012, dovrebbe riaprire nella primavera di quest’anno.

L’impianto è posseduto per l’80% da Union Fenosa Gas, joint venture tra Eni e la spagnola Naturgy. Il restante 20% è invece diviso tra le statli Egyptian natural gas holding Company (Egas) ed Egyptian general petroleum corporation (Egpc). Con l’accordo stipulato da Eni, la compagnia di San Donato Milanese risulterà titolare del 50% della struttura, mentre Egas avraàil 40% ed Egpc il rimanente 10%.

Eni in Egitto: sempre nuovi successi

Il secondo progetto a cui Eni sta partecipando in Egitto è l’esplorazione nella parte ovest del Paese alla ricerca di nuovi giacimenti di petrolio. Investimenti che stanno già dando importanti risultati. Nel deserto occidentale, più precisamente vicino al sito Arcadia (già operativo da tempo) Eni ha individuato un nuovo filone di greggio che, una volta a regime, si stima possa arrivare a produrre fino a 10mila barili al giorno. In questa concessione Eni ha una quota del 38%, la compagnia russa Lukoil il 12% mentre Egpc il rimanente 50%.

Ovviamente questi due progetti, per quanto importanti, non sono gli unici visto che a settembre dello scorso anno l’Eni sempre in Egitto, in collaborazione con BP, ha scoperto sul delta del Nilo un nuovo deposito di gas.

Giuseppe De Santis



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