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Roma, 16 mar – Oltre a produrre petrolio la Nigeria ha anche enormi depositi di gas naturale che, tuttavia, fino ad ora non ha mai sfruttato appieno. Questo ha avuto enormi costi economici in termini di mancate entrate: per capire il suo potenziale basti pensare che Australia e Qatar producono una quantità di gas naturale liquido tre volte superiore e anche la Russia sta per superare la Nigeria in termini di barili equivalenti estratti. Una situazione poco accettabile, per tale motivo la società Nigeria LNG Ltd ha deciso di costruire un impianto di produzione di gas naturale liquido che permetterà di aumentare la produzione del 35%.

Un progetto firmato Eni

Uno degli aspetti più interessanti dell’investimento è che Nigeria LNG Ltd sta facendo squadra insieme ad Eni: la società del cane a sei zampe è direttamente coinvolta nell’espansione dell’impianto di gas naturale liquefatto (GNL) situato a Bonny Island, nello stato meridionale di Rivers. A comunicarlo è stata la stessa Eni, ricordando che Nigeria LNG è un impianto di GNL a 6 linee di livello mondiale, attivo dal 1999.

Il nuovo sviluppo, che si prevede sia operativo nel 2024, aumenterà la capacità di produzione annuale dell’impianto dagli attuali 22,5 milioni di tonnellate all’anno (Mtpa) a oltre 30 Mtpa. L’espansione consentirà un aumento di produzione pari a 7,6 Mtpa di GNL, di cui 4,2 provenienti da una nuova linea di liquefazione (Train 7) e 3,4 provenienti dal potenziamento di linee esistenti.

Nigeria hub del gas naturale liquefatto

Con la nuova espansione, l’impianto diventerà uno dei principali hub di GNL al mondo e consentirà ai partner di valorizzare ulteriormente le abbondanti risorse di gas associato della Nigeria. Eni è socio fondatore di Nigeria LNG e detiene una quota del 10,4%, gli altri partner sono NNPC (49%), Shell (25,6%) e Total (15%). [MV]

Una volta terminato, il progetto – dal costo di 10 miliardi di dollari – porterà alla Nigeria entrate nette per un valore di 20 miliardi e sarà in grado di creare diecimila posti di lavoro diretti e quarantamila indiretti.

Il coinvolgimento di Eni non si limiterà alla sola costruzione di questo impianto, visto che ha firmato un contratto per l’acquisto di 1,5 milioni di tonnellate di gas naturale liquido prodotto a dimostrazione che la società del cane a sei zampe prevede di rimanere in Nigeria per un periodo molto lungo.

Giuseppe De Santis

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