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Roma, 21 mar – Sono decenni che Eni è presente in Africa e, di recente, la società ha dato via a nuovi importanti progetti in Angola e Algeria.



Eni a caccia di petrolio in Angola

In Angola nove mesi fa Eni ha scoperto un giacimento offshore che all’inizio si pensava contenesse 650 milioni di barili di petrolio, ma adesso esami più approfonditi hanno permesso di estendere l’ammontare di greggio presente a un miliardo di barili: una quantità notevole che rende la scoperta ancora più redditizia. Nove mesi dopo la scoperta, Eni ha iniziato a estrarre petrolio dal giacimento di Agogo: se all’inizio la produzione è stata di diecimila barili al giorno, presto la quantità estratta raddoppierà e questo sarà possibile grazie a nuove perforazioni e nuove infrastrutture che permetteranno di poter sfruttare al meglio il campo.

Il giacimento, a 180 chilometri dalla costa, si trova in acque profonde 1700 metri: una sfida non indifferente per il cane a sei zampe, visto che trivellare a queste profondità non è affatto facile. I tecnici di Eni hanno dovuto dar fondo a tutta la loro esperienza, dimostrando il proprio vantaggio competitivo dato che sono poche al mondo le compagnie petrolifere che possono vantare questo tipo di competenze.

Per quanto importante, tuttavia, il giacimento Agogo non è l’unico progetto in cui è coinvolta. Insieme all’angolana Sonangol e alla SSI Fifteen, Eni ha infatti avviato nuove esplorazioni che hanno portato alla scoperta di cinque nuovi giacimenti. Se questo non fosse abbastanza, sempre Eni ha acquisito la licenza per esplorare e sfruttare l’area marittima di Namibe.

Il gas dell’Algeria

Per quanto riguarda invece l’Algeria, Eni ha di recente completato la costruzione di un gasdotto lungo 185 chilometri che collega i giacimenti di Bir Rebaa North e Menzel Ledjmet East entrambi situati nel sudest dell’Algeria. Il gasdotto permetterà di trasportare sette milioni di metri cubi di gas al giorno e consentirà lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale presenti in quest’area della nazione nordafricana.

La presenza dell’Eni in Algeria non si limita solo alla costruzione del gasdotto e all’estrazione dell’oro blu, ma anche alla sua commercializzazione: a tale proposito è stato siglato un accordo con la società statale algerina Sonatrach per commercializzare questo gas la cui produzione è di circa 500 milioni di metri cubi l’anno.

Giuseppe De Santis

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