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Roma, 6 mag – La netta sconfitta a Istanbul non era andata giù a Erdogan. Un duro colpo al trono del sultano, che alle elezioni amministrative di marzo aveva subito una batosta non da poco. Il suo partito aveva infatti perso anche nella capitale Ankara, storica roccaforte dell’Akp, governata ininterrottamente dal 1994. Uno scossone per certi versi inatteso, con Erdogan che però da subito aveva lasciato intendere che avrebbe contestato i voti a lui sfavorevoli. Anzi, il segretario generale, Fatih Sahin, aveva esplicitamente dichiarato che avrebbe fatto ricorso, avendo rilevato, a suo dire, violazioni e voti invalidi.



Oggi è arrivata la decisione della Commissione elettorale suprema della Turchia (Ysk), che guarda caso, a maggioranza, ha stabilito la ripetizione delle elezioni amministrative dello scorso 31 marzo a Istanbul. La vittoria del candidato sindaco dell’opposizione Ekrem Imamoglu è stata dunque annullata, con una decisione tra l’altro non appellabile. I giudici hanno così accolto i ricorsi per presunti brogli, presentati dai partiti a sostegno del presidente Recep Erdogan.

A confermare la decisione dei magistrati è stata l’agenzia stampa turca Anadolu. Ora si attende la data ufficiale delle nuove elezioni, che potrebbero comunque tenersi il 2 giugno. Nelle scorse settimane le operazioni di voto erano state contestate a lungo dal governo turco perché secondo i fedelissimi di Erdogan ai seggi vi sarebbe stata la presenza di uomini legati all’oppositore Fethullah Gulen, che il sultano accusa di essere l’ispiratore del fallito colpo di stato del luglio 2016.

Eugenio Palazzini



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