Teheran, 3 gen – La brutale esecuzione del leader religioso Al-Nimr da parte dell’Arabia Saudita ha generato le prevedibili reazioni delle fazioni sciite in Iraq, Libano, Yemen, Bahrein e soprattutto in Iran, nazione guida dell’Islam sciita. Nella notte infatti,  una folla di manifestanti a Teheran ha dato l’assalto all’ambasciata saudita, riuscendo anche ad appiccare il fuoco, mentre nel nord del paese a Mashad ad essere incendiato è stato il consolato. “Senza dubbio l’illegittimo spargimento di sangue di questo martire innocente avrà un effetto rapido e la vendetta divina si abbatterà sui politici sauditi”, ha tuonato la guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, che spiega come l’unica colpa di Al-Nimr sia stata “quella di criticare pubblicamente il regime”. Diversa la versione di Riad, che giustifica le 47 esecuzioni avvenute ieri, tra cui anche quella del leader religioso, ritenendo queste persone colpevoli di aver progettato attacchi terroristici nel paese e sostenendo di aver “garantito i diritti della difesa in un regolare processo”.

Una posizione, quella dell’Arabia Saudita, difficilmente difendibile e che ha costretto anche gli alleati storici della famiglia Saud, come gli Usa, ad una tirata di orecchi: “Riaffermiamo il nostro invito al governo saudita a rispettare e proteggere i diritti umani e a garantire procedimenti giudiziari equi e trasparenti”, afferma John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato Usa. Senza dubbio una dichiarazione divertente da parte di chi per molto meno ha scatenato guerre contro governi legittimi in tutto il medio oriente. Anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, si è detto “profondamente turbato” dalle esecuzioni. Un’altra provocazione da parte del “vero Stato islamico”, quell’Arabia Saudita che da sempre finanzia il terrorismo e che con l’uccisione di un uomo pacifico come Al-Nimr, che aveva fatto della non violenza una scelta e che veniva chiamato lo “sceicco della libertà”, rischia di aumentare ulteriormente la tensione in medio oriente.


Davide Di Stefano

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Commenti

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2 Commenti

  1. Data l’efficienza delle forze dell’ordine e di sicurezza (polizia e Basij) iraniane, soprattutto in questi ambiti, questa è stata un’azione deliberata.
    Per carità nessun moralismo, ma certe cose le si dovrebbero dire.

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