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Roma, 10 ott – L’Africa è un importante produttore di diamanti, ma sono pochissime le nazioni che hanno tratto beneficio da queste pietre preziose. Le ragioni sono tante, ma una in particolare è legata al fatto che molti Paesi si limitano a estrarre diamanti grezzi, che spesso e volentieri vengono però tagliati e lavorati altrove, impedendo loro di trarre profitto dalla catena di valore derivante dalla trasformazione dei diamanti grezzi in diamanti tagliati e puliti.

Diamanti: una questione di valore aggiunto

Molti governi africani hanno compreso che questa situazione è inaccettabile e stanno cercando di massimizzare i benefici derivanti dall’estrazione delle pietre. A fare da capofila è stato l’Angola, che ha incentivato l’apertura di centri di lavorazione dei diamanti grezzi estratti così da portare le operazioni di taglio e pulitura all’interno dei confini nazionali per ricavarne maggiori benefici, non solo in termini occupazionali ma anche in termini di vendita visto che i diamanti puliti e tagliati vengono quotano per ovvi motivi a valori più elevati.

Un nuovo impianto nello Zambia

Altri hanno guardato con interesse a quanto ha fatto l’Angola per aggiungere valore ai diamanti estratti: tra essi è degno di nota lo Zambia, dove la società Mutinta Jewellery ha deciso di aprire un impianto per produrre gioielli usando i diamanti e i brillanti prodotti da pietre grezze estratte in loco.
L’impianto, del costo di 3,2 milioni di dollari, avrà la capacità di lavorare fino a 20mila carati di diamanti all’anno e impiegherà direttamente 200 persone, mentre altre 100 saranno impiegate nell’indotto.
Nel costruire questo impianto Mutinta Jewellery ha ricevuto il pieno supporto del governo, il quale vuole aggiungere valore ai diamanti estratti al fine di ottenere maggiori benefici a aiutare i piccoli minatori che, grazie a questo impianto, potranno ora vendere i diamanti grezzi estratti a prezzi più elevati e, per evitare intoppi, sono stati chiamati esperti dalla Cina per formare il personale locale e testare le macchine usate per le lavorazioni.
Giuseppe De Santis

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