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Macallè, 13 gen – Massacri, esecuzioni, rifugiati in fuga: la guerra nel Tigrè insanguina l’Etiopia. E al centro della disputa tra le truppe governative di Addis Abeba e quelle del Fronte per la Liberazione del Popolo Tigrino sarebbe finita anche la mitica Arca dell’Alleanza, il manufatto che secondo la Bibbia conterrebbe le tavole della legge date da Dio a Mosè. Stando a quanto riporta Avvenire, circa 750 persone sarebbero state massacrate nella città santa di Axum (quella da cui proviene la famosa stele che dal 1927 al 2003 fu collocata di fronte al Circo Massimo a Roma).

L’Arca dell’Alleanza custodita ad Axum

Proprio nella piazza che ospita l’obelisco è presente il tempio ortodosso dedicato a Maria di Sion; in una cappella del tempio l’Arca sarebbe tutt’ora custodita da un monaco (dove nessuno può entrare, un vero e proprio “mistero”). Una ricostruzione a metà tra la realtà e la leggenda, visto che secondo la tradizione la regina di Saba – che avrebbe regnato proprio ad Axum – ricevette l’Arca dell’Alleanza da re Salomone e la portò in Etiopia. Sempre il quotidiano della Cei riporta alcune ricostruzioni effettuate grazie alle testimonianze dei testimoni fuggiti verso sud. A compiere il massacro sarebbero state le truppe federali e le milizie alleate della regione Amhara. I testimoni che hanno assistito al massacro avrebbero udito i soldati nemici gridare che l’Arca dell’Alleanza doveva essere portata ad Addis Abeba. 

La Guerra nel Tigrè e il silenzio mediatico

Il conflitto nel Tigrè non gode della ribalta mediatica anche a causa dell’oscuramento voluto da Addis Abeba. Un vero e proprio blackout comunicativo che coinvolge tv, social e la rete in genere. Il conflitto è iniziato il 4 novembre scorso e si è intensificato il 27 novembre, quando le truppe del governo presieduto da Abiy Ahmed hanno occupato il capoluogo Macallè. Al momento circa 60 mila tigrini sarebbero fuggiti in Sudan causando una grave emergenza umanitaria.

Davide Di Stefano

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