Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 lug – Gli Stati Uniti senza rotta vanno all’embargo. Non è una novità, è un modus operandi ormai caratteristico, un classico della politica estera di Washington. Quando non la spunta con la diplomazia, adotta un’elementare strategia (se vogliamo, generosamente, chiamarla così): minaccia cioè di sanzionare uno o più Stati che non stanno al gioco dell’american way of business. Moniti a parte, è quando però gli Usa decidono di passare ai fatti che la situazione si fa tanto grottesca quanto dannosa. Per questo il braccio di ferro di Donald Trump con l’Unione Europea non lascia intravedere nulla di buono. Il presidente statunitense, dopo aver fatto pace con la Cina e aver abbracciato l’ormai ex acerrimo nemico Kim Jong-un, direttamente in Corea del Nord, alza la voce (e la tensione) con gli Stati europei.

La disputa con l’Ue

In apparenza, una strana condotta quella di Trump. Una giravolta di alleanze più unica che rara nella storia politica americana, eppure altrettanto significativa. Conclusa la breve passeggiata del tycoon a Pyongyang, evento che al di là del clamore mediatico non ha portato ad accordi significativi, l’Ufficio del rappresentante americano al commercio (Ustr) ha infatti diramato una lista dettagliata di 89 categorie di prodotti ai quali potrebbero essere imposti dei dazi supplementari. Sono tutti prodotti made in Europe, che rischiano di essere sanzionati dagli States nell’ambito nell’ambito della battaglia sui sussidi europei all’industria aeronautica. Una disputa che da 15 anni va avanti di fronte al Wto (Organizzazione Mondiale del Commercio). Il governo statunitense contesta i sussidi ad Airbus, mentre l’Ue parla di aiuti illegali alla Boeing.

Prodotti italiani nel mirino

Gli 89 prodotti inserita nella black list rappresentano un valore commerciale di ben 4 miliardi di dollari e sono un ampliamento della lista già pubblicata ad aprile riguardante categorie dal valore di altri 21 miliardi di dollari. La Ue reagì pubblicando una contro-lista, in cui si prevedevano dazi ad alcune merci americane. Adesso però Trump rilancia, minacciando ulteriori dazi che colpirebbero, tra le altre cose, “formaggi di tipo italiano di latte di mucca”, ad esempio i vari “romano, reggiano, provolone, provoletti, sbrinz”. Non solo, a venire sanzionati sarebbero anche pasta, olive, ciliegie, caffè, prodotti di carne di maiale, pere, pesche. Oltre a whisky e formaggi di altri Paesi europei. Ai prodotti alimentari si aggiungono poi alcune materie prime e componenti chimici come ammoniaca, nitrato di sodio e rame. Una mannaia di stampo commerciale insomma.

Eugenio Palazzini

Commenta