Roma, 29 ago – Michael Moore, il noto regista liberal, acerrimo nemico di Donald Trump, aspetta con ansia che i bianchi, in America, siano minoranza. “Il bianco arrabbiato sta morendo, ce lo dice anche il censimento, che entro il 2050 saranno una minoranza, e non esito a dire che non vedo l’ora che questo succeda. Spero di vivere abbastanza per vedere quando i bianchi maschi saranno una minoranza perché allora questo sarà un Paese migliore”, ha tuonato il pingue cineasta, che pure è anch’egli di carnagione decisamente bianca. Moore è già proiettato verso le prossime elezioni. In cui, dice, Trump potrebbe benissimo rivincere. Per questo lui si sta già organizzando per evitare il catastrofico evento. Moore invita a cercare di convincere i circa 7 milioni che hanno votato Verde o Libertario, oltre agli 8 milioni di elettori che da Obama si sono spostati a Trump.

“La gente non deve disperarsi, pensando, beh, i repubblicani hanno tutto questo potere. Pensiamo alle suffragette. Stavano cercando di ottenere il voto per le donne. Hanno ottenuto il 19 ° emendamento ratificato in 35 stati. Pensiamo a quella battaglia in salita”, ha spiegato. Per poi sperare nelle nuove generazioni: “Ecco un’altra cosa positiva da guardare: ogni anno 3 milioni di ragazzi di 18 anni diventano adulti e potenziali elettori. Abbiamo cresciuto una generazione di ragazzi che non odiano le persone sulla base della razza o non odiano qualcuno perché è innamorato di persone dello stesso genere. Quasi il 70% del Paese è composto da donne, gente di colore o giovani adulti tra i 18 ei 35 anni, o una combinazione delle tre cose”. Insomma, l’America “democratica” e “antifascista” ha di che sperare. A cominciare dalla sostituzione etnica.

Giuliano Lebelli

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