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Parigi, 11 feb – Mancano 3 mesi al famigerato 5 maggio: quest’anno si celebrerà il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte. Ma a guastare le feste, in Francia, arrivano femministe e antirazzisti che, come al solito, applicano alla figura storica i loro sbilenchi parametri contemporanei. Per loro, insomma, Napoleone era solo uno “sporco razzista e colonialista”.

La Fondazione Napoleone: “Sapremo difenderci”

Thierry Lentz, direttore della Fondation Napoléon, è già molto fermo sul punto: “Sapremo difenderci! Non abbiamo alcuna intenzione di lasciarci rubare questo anniversario, l’ultima possibilità di commemorare il personaggio più illustre della nostra storia prima di un bel po’ di tempo”. A giudicare l’artefice della grandeur francese, però arriva puntuale Laurent Joffrin, ex direttore di Libération, che scrive: “Più di un milione di morti solo in Francia sono effettivamente molti. Il suo bilancio è molto contrastante».

Napoleone e la schiavitù

Ciò che più di tutto fa indignare i detrattori attuali di Napoleone è il ripristino della schiavitù, decretato da lui il 20 maggio 1802. «È il grande tradimento di Napoleone», sostiene ancora Joffrin, perché la Rivoluzione aveva abolito la schiavitù nel 1794. Louis Georges Tin, presidente onorario del Cran (Consiglio rappresentativo delle associazioni nere di Francia), è ancora più intransigente: “Non è una macchia, né un errore, è un crimine, anzi un doppio crimine. La Francia è l’unico Paese al mondo che ha ristabilito la schiavitù. Non capisco come si possa continuare a celebrare la sua memoria come se nulla fosse. Insegnare Napoleone va bene, ma commemorarlo significa fare l’apologia di un crimine“.

Le femministe: “Sporco razzista”

A dare manforte nel costruire la figura di un Napoleone razzista arriva Serge Letchimy, deputato martinichese di orientamento socialista, che ha già detto che non celebrerà il 5 maggio: “Non ha solo ristabilito la schiavitù, ma ha anche ordinato spedizioni atroci in Guadalupa e a Santo-Domingo”. Mentre per la politologa femminista Françoise Vergès,  Napoleone «era razzista, sessista, dispotico, militarista, colonizzatore, tutte cose che sono state nascoste sotto il tappeto. È ora di finirla!”. Macron, opportunamente, rimane zitto sul dibattito. Alle elezioni manca poco meno di un anno, e ogni considerazione su Napoleone rischia di mettere a rischio la sua grandeur …

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Ehm ma le femministe sanno che le loro idolE, le suffragette, erano scioviniste razziste e suprematiste bianche?
    Tiriamo giù anche loro a cominciare dalla Cady Stanton; anche se per qualche motivo credo che il loro fervore puritano si affievolirà misteriosamente su questo punto.

  2. Per sti STRONZI pure Topolino è razzista …… (blackface)

    Ma la domanda è , e CHI CAZZO vorrebbero ricordare sti ASINI ?
    (e mi scusino i NOBILI asini per il paragone)

    Mitteran ? ex NAZISTA con Petain ?
    o Robespierre ?

    Ci facciano sapere , così ci faremo GRASSE RISATE !!!!!

    OVVIAMENTE deve essere Francese ….. mica un Bongo qualunque !

    Per altro NAPOLEONE era ITALIANO di nascita , FESTEGGIAMOLO noi
    anche se ha distrutto La Serenissima ,che era messa male …. è stato comunque un grande personaggio storico ( e ITALIANO !!!! )

    Francesi PRRRRRR !

  3. La rivolta degli zerbini/e… Anche gli zerbini/e vogliono volare. Senza sapere e capire perché cadranno prima di Napoleone!

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