Roma, 23 giu — Una bella gatta da pelare per l’Eliseo: il neo ministro del governo Macron Chrysoula Zacharopoulou, 46 anni, segretario di Stato per lo Sviluppo, è stata accusata due volte di stupro da… una paziente, nel periodo in cui la politica esercitava la professione di ginecologa. Lo ha rivelato una fonte dell’ufficio del ministero di Parigi. «È stata aperta un’indagine su due presunti atti di stupro che sarebbero stati commessi nell’ambito delle funzioni mediche della sospettata». Lo riferisce il DailyMail.

Il ministro Zacharopoulou accusata di stupro

Alla prima denuncia, presentata il 25 maggio, ha fatto seguito un’indagine aperta due giorni dopo «per determinare se i fatti possano rientrare nell’ambito del crimine». La seconda denuncia risale invece al 16 giugno. Gli inquirenti sono già al lavoro con un dipartimento della polizia specializzato. Zacharopoulou è già stata interrogata ma nonostante le gravissime accuse ha mantenuto il proprio ruolo all’interno del governo. Considerata una delle politiche più potenti del governo Macron, nata in Grecia ed ex eurodeputata, è entrata nell’entourage del governo il 20 maggio, un mese prima della batosta elettorale di domenica scorsa, che ha privato il presidente francese della maggioranza parlamentare.

I ministri francesi e quel “problemino” delle accuse di stupro

In quanto a presunti scandali sessuali Zacharopoulou si trova in buona compagnia: anche il ministro per la Solidarietà e le Persone con disabilità Abad è stato accusato di stupro. La denuncia è arrivata da due donne, che sostengono di essere state costrette a subire rapporti sessuali con il politico tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. Una delle due presunte vittime aveva già denunciato l’episodio di violenza per ben due volte, nel 2012 e nel 2017, ma entrambe le denunce erano state archiviate. Il ministro ha respinto le accuse, sostenendo che la sua artrogriposi, una malattia che colpisce gli arti, non gli consentirebbe di stuprare una donna. Dal canto suo, Macron mantiene la sua posizione di «garante della presunzione di innocenza» come accade nel 2020, quando si rifiutò di licenziare il suo ministro dell’Interno accusato di stupro, Gerard Darmanin. L’inquilino dell’Eliseo ha mantenuto lo stesso atteggiamento nel caso di Zacharopoulou e di Abad.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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