Parigi, 8 ago – Avete presenti quelle cartoline goliardiche che si trovano un po’ in ogni località di villeggiatura? Quelle con splendide giovani donne in costume, talvolta – diciamo – costumi un po’ procaci, ma insomma, quelle tuttora in vendita in qualunque bar sui viali delle mete turistiche, più o meno famose? Ecco, quelle cartoline lì.

È un po’ difficile avvicinarle alla raffinatezza ed alla poesia, certo, ma per accostare il dubbio gusto alla violenza verso le donne, come sta facendo il gruppo femminista francese Femmes Solidaires (accreditato anche presso le Nazioni Unite), ci vuole un bel volo pindarico.

Eppure è proprio così: le femministe d’oltralpe, infatti, vogliono la messa al bando per legge delle cartoline “sessiste”, perché riprodurre le immagini di donne “scarsamente vestite” ha apparentemente la conseguenza di “oggettivare e degradare” la figura femminile, e addirittura di contribuire attivamente alla “cultura dello stupro”.

Raffigurare belle ragazze in costume da bagno su oggetti “usa e getta” come le cartoline, a detta delle attiviste, fa passare il concetto che le donne stesse possano considerarsi come beni ad immediato uso e consumo. Dietro la scusa dell’intrattenimento e della goliardia, si celerebbe un complotto del patriarcato atto a legittimare e normalizzare la violenza contro le donne.

Così la dirigenza del movimento ha sguinzagliato le sue circa diecimila iscritte alla caccia di qualunque locale pubblico abbia in vendita le cartoline incriminate, e dal 1 agosto ha deciso di postarne una ogni giorno, sull’account Twitter dell’associazione, “allo scopo di denunciare il messaggio sessista che trasmettono e di mostrare la portata e gravità del fenomeno”.

L’iniziativa è stata chiamata “In vendita vicino a te”, in riferimento alla facilità con la quale è possibile reperire le cartoline sotto accusa: facile immaginare l’impatto in termini di pubblicità negativa che queste tempeste mediatiche possano portare a piccoli esercizi commerciali, che molto probabilmente non credevano proprio di essere tramiti per la diffusione della violenza sessuale e di genere.

Sui social network è divampato il dibattito: alle accuse di molti (e molte) di mischiare argomenti seri come lo stupro con semplici icone del folklore popolare che nulla hanno a che vedere con la violenza verso le donne, alcune delle militanti rispondono convinte. Angela, attivista 71enne del gruppo, ha dichiarato al quotidiano “Le Parisien”: «Non esistono piccole battaglie. Che sia la lotta per annullare la differenza salariale o quella per arrestare la diffusione di questa mercificazione della donna, l’obiettivo è lo stesso: cambiare l’atteggiamentogenerale».

Chissà se i rivenditori delle cartoline imputate in questo moderno processo alle streghe si sono mai resi conto di aver avallato e sostenuto la violenza contro le donne?

Alice Battaglia

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3 Commenti

  1. E ci credo che Angela, l’attivista 71 enne voglia togliere di mezzo le cartoline; sono una concorrenza troppo forte quelle belle ragazze nei confronti di una ultrasettantenne!!! E’ concorrenza sleale, cavolo!!!

  2. Quante diottrie noi Uomini di tutto il mondo abbiamo perso?
    Eh niente da ora in poi guarderemo degli ombrelloni chiusi…. 🙂

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