Roma, 1 giu — La Francia dichiara guerra all’invasione degli anglicismi nel modo di parlare dei cittadini d’Oltralpe. L’anglocosmesi, così abusata in terra italiana, costituisce una (brutta) deriva linguistica che purtroppo non conosce confini. A questo proposito la Commission d’enrichissement de la langue française, che fa capo al ministero della Cultura, ha stabilito in un documento di recente pubblicazione delle minuziose linee guida — obbligatorie nell’uso istituzionale — per esprimersi in un modo fagocitato dall’inglese.

Francia, le linee guida per contrastare l’anglocosmesi

Così lo streamer viene sostituito da animateur (o animatrice) en direct, il retrogaming (neologismo che indica la passione per i videogiochi del passato) diventa rétrojeu video. La sigla Dlc, che indica i contenuti aggiuntivi scaricabili online, diventa appunto Cta, acronimo di contenu téléchargeable additionnel», «contenuto aggiuntivo scaricabile online». Nemmeno il cloud gaming (servizio online che esegue videogiochi su server remoti e li trasmette direttamente al dispositivo di un utente) viene risparmiato dalla scure anti-anglicismi e si trasforma in un romantico jeu vidéo en nuage, «videogioco nella nuvola».

Basta poco per evitare l’imbarbarimento

Anche gli eSports (competizioni di videogiochi di livello agonistico e professionistico) nel mirino dei puristi della lingua di Francia, che ora diventano jeu vidéo de compétition,  «videogioco agonistico», mentre i praticanti, i progamer sono chiamati joueur, -euse professionnel, -elle, cioè giocatori e giocatrici professionisti. Dulcis in fundo, bando all’in-game advertising, la pubblicità che compare nei giochi gratuiti. Per i francesi è publicité intrajeu, «pubblicità intragioco». Non ci vuole molto, dunque, per evitare il totale imbarbarimento: basta la volontà di voler pronunciare qualche sillaba in più. Che l’inglese, poi, sia più cool (e usiamo questo termine ironicamente) delle nostre meravigliose lingue è tutto da vedere.

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Cristina Gauri

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