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Roma, 20 apr — Persino i «nuovi francesi», ormai, si lamentano della propria ghettizzazione all’interno dei quartieri popolari a prevalenza afroislamica: è quanto successo a Montpellier, dove una donna di origine nordafricana si è lamentata con Macron della «poca diversità» all’interno del proprio quartiere. 

Macron bacchettato dall’immigrata 

Lo rende noto il sito Franceinfo nel riportare la cronaca della visita del presidente francese al difficile quartiere quartiere La Mosson, tenutasi ieri 19 aprile. Arrivato con l’intento di intervenire sui temi della sicurezza in un distretto dove il 58% dei 22.000 abitanti vive sotto la soglia di povertà e dove il tasso di disoccupazione raggiunge il 47%, Emmanuel Macron è stato invece interpellato riguardo la «mancanza di diversità» che si respira nella zona. Come accade in molte zone della Francia, La Mosson è diventata un’enclave ad altissima percentuale di residenti stranieri dove ogni traccia di Francia è stata spazzata via.

Anche gli immigrati sono stufi del ghetto

«Mio figlio, che ha 8 anni, mi ha chiesto se il nome “Pierre” esistesse davvero o se fosse solo nei libri. (…) Mi ha davvero scioccato. Ci deve essere più diversità in questo quartiere», gli ha confidato una residente, membro del consiglio distrettuale, davanti alle telecamere. «Vogliamo cambiare l’immagine di La Mosson. Che ognuno trovi la propria dignità», ha aggiunto un delegato dei genitori a un sempre più perplesso Macron. Insomma, gran parte delle argomentazioni un tempo frettolosamente stigmatizzate come «razziste», avanzate da chi sottolineava il pericolo dell’autoghettizzazione, si sono rivelate del tutto vere. I ghetti francesi ne sono un esempio. Ed è emblematico come gli stessi abitanti siano i primi a rimarcarlo, invocando quell’integrazione di cui i progressisti parlano tanto. Macron e soci prendano nota.

Cristina Gauri

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