Parigi, 22 gen – Mentre in Italia i sindaci sono balzati alla ribalta mediatica con la campagna di “disobbedienza civile” contro il decreto sicurezza, lanciata da Leoluca Orlando e seguita a ruota dai vari De Magistris e Nardella, altri amministratori in un Paese europeo a noi vicino stanno facendo sentire la propria voce, e in direzione diametralmente opposta alla “squadra dei buoni”. Venerdì scorso, il presidente francese Emmanuel Macron si è recato a Souillac, nel sud della Francia, per discutere con quasi 600 sindaci una soluzione alla crisi che ogni fine settimana si ripresenta con le manifestazioni dei gilet gialli. Durante questo incontro, ha fatto molto rumore l’intervento ben poco “politicamente corretto” di Brigitte Barèges, sindaco della cittadina occitana di Montauban, che ha affrontato il tema dell’immigrazione parlandone come di una vera e propria “ingiustizia sociale”.

Davanti al presidente, a centinaia di altri primi cittadini e a decine di migliaia di telespettatori, Barèges ha elencato diversi snodi preoccupanti. Ha parlato del miliardo di euro di denaro pubblico drenato in campo medico dagli immigrati illegali che beneficiano del rimborso statale di ogni tipo di cura a loro garantito, mentre i lavoratori precari francesi non ricevono nessun contributo e non possono permettersi un paio di occhiali o una protesi dentaria. Ha affrontato il dramma dei minori dalle situazioni famigliari critiche che necessitano l’intervento dello Stato, lamentando il fatto che tutti i posti disponibili per l’accoglienza di questi bambini siano monopolizzati dagli stranieri, e che in alcune classi scolastiche i piccoli francesi siano minoranza sia numerica che linguistica.


Ha spiegato come molti tra i manifestanti che da mesi hanno indossato i gilet gialli della protesta siano semplicemente persone esasperate e stanche di essere trattate come cittadini di serie B rispetto a chi arriva da fuori e si appoggia alle politiche di supporto dell’immigrazione massiva. E non ha lesinato su dettagli tanto scabrosi quanto purtroppo reali, come la sordida vicenda, avvenuta poco tempo fa proprio a Montauban, dello stupro di una donna di ottant’anni da parte di un algerino clandestino, già colpito da decreto di espulsione e da tempo in attesa di essere ricondotto al proprio Paese.

“Abbiamo 70 Fiche-S [soggetti schedati come potenziali minacce alla sicurezza, nda] nella mia città. Il presidente deve ascoltarci, si rischia una vera ingiustizia sociale”, ha concluso la donna, eletta nelle fila del centrodestra. Successivamente la Barèges è stata, come prevedibile, sommersa da polemiche e insulti da parte dei fanatici dell’accoglienza su Facebook e Twitter. D’altra parte anche Macron, pur ammettendo che “l’immigrazione non deve essere un soggetto tabù ma una parte del dibattito sociale”, ha già da tempo catalogato i manifestanti come semplici teste calde mosse dall’odio e dal risentimento.

Alice Battaglia

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1 commento

  1. La bellezza della società multietnica francese……..!!

    PS se in Italia alle prossime elezioni europee i partiti anti immigrazione selvaggia non prenderanno più voti, quella è la fine anche per l’Italia, speriamo quindi che il Pd scenda sotto il 10%, il M5S sotto il 20%, e Forza Italia sotto il 5% mentre invece Lega, Casapound e Fratelli d’Italia facciano il boom, difficile ma non impossibile!!

    Saluti.

    TheTruthSeeker

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