Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 13 lug – Philippe Monguillot, 59 anni, è morto venerdì scorso dopo essere stato massacrato di botte da 4 persone. Autista di autobus di Bayonne, cittadina nel sud-ovest della Francia, stando a quanto riportato dai media francesi è preso a calci e pugni da un gruppo di giovani. Monguillot aveva chiesto loro di poter controllare i biglietti e di mettersi la mascherina come tutti gli altri passeggeri del bus. Una semplice e ovviamente legittima richiesta che ha scatenato la selvaggia aggressione. Stando a quanto riferito dall’Ansa, un 22enne e un 23enne sono stati subito arrestati. Altri due trentenni, poi, sono statati accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso.

La Procura locale ha poi riferito che l’autista è stato vittima di un attacco “di estrema violenza”. “E’ scoppiata una furiosa lite. L’autista è stato spinto fuori dall’autobus. Lì due persone gli hanno dato calci e pugni violenti nella parte superiore del corpo e in particolare alla testa”, ha affermato Marc Mariée, vice procuratore di Bayonne, durante una conferenza stampa. I quattro aggressori hanno lasciato l’autista “incosciente sul marciapiede”, per poi fuggire e “rifugiarsi nell’appartamento di uno di loro”, ha specificato Mariée.

Chi ha ucciso l’autista?

Ma chi sono questi “quattro giovani aggressori”? Fanno magari parte di qualche gang? Non ne sappiamo molto, perché al momento sui media transalpini non sono trapelati troppi dettagli, eppure sui social in molti scrivono che i quattro sarebbero arabi. E su una pagina Facebook di poliziotti, Page Officiel Des Instructeurs Police (APP) Formateur de la Gendarmerie, sono stati pubblicati anche i nomi dei quattro, con tanto di foto di uno dei presunti aggressori. Immagine che sarebbe stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza.

“Gli assassini dell’autista di bus di Bayonne – si legge sulla pagina in questione – sono quattro delinquenti (“racailles”) dalla fedina penale lunga come il braccio: Mohamed C., Mohammed A., Moussa B. e Sélim Z. e non dei ‘francesi marginali’ come certi giornalisti hanno provato a far credere in maniera vergognosa”. Intanto è stato celebrato il funerale dell’autista ucciso, con i partecipanti tutti vestiti di bianco. Una folla impressionante per una lunga, silenziosa e commovente marcia.

Alessandro Della Guglia

3 Commenti