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Schermata 2016-02-11 alle 10.52.28Roma, 11 feb – La sinistra francese è sull’orlo di una crisi di nervi: dopo aver abbandonato la classe operaia per puntare tutto sulle minoranze, ora scopre che alcune di esse, ingrate, le voltano le spalle. Secondo uno studio del Centre de recherches politiques de Sciences-Po, infatti, il 32,45% delle coppie omosessuali sposate ha votato per il Front national. Fra le coppie eterosessuali sposate, solo il 29,98% ha votato per Marine Le Pen. Ebbene sì: fra le coppie sposate, gay ed etero, le prime votano Fn in percentuale superiore alle seconde. Si tratta di coppie che hanno beneficiato della Legge Taubira, ovvero di quel “Mariage pour tous” fortemente voluto dai socialisti e ferocemente contestato dal movimento spontaneo e trasversale della “Manif pour tous”. Sono comunque più i gay che le lesbiche a scegliere il partito populista: il 38,6% degli omosessuali maschi contro il 26% delle donne omosessuali intervistate. Un precedente studio del 2012, che prendeva in esame i singoli e non le coppie sposate (all’epoca non esisteva il matrimonio egualitario, in Francia, ma solo i Pacs), aveva fatto registrare percentuali diverse: il 19% degli omosessuali intervistati si dichiarava a favore del Front national, ma il 49,5% si diceva “di sinistra”. Un dato comunque sorprendente, rispetto agli stereotipi consolidati, anche se le ultime rilevazioni superano ogni immaginazione. Come è potuto accadere?

Si possono, in realtà, trovare diverse motivazioni a questa dinamica, sia che si guardi alle preoccupazioni di natura fiscale di molte coppie gay, allarmate dalle politiche di sinistra e disposte a far pesare nella cabina elettorale più il portafoglio che i diritti, sia che si pensi all’avanzata dell’Islam fondamentalista che metterebbe a repentaglio soprattutto certi stili di vita e rispetto al quale il Fn viene visto come un baluardo. Ma, soprattutto, va tenuto presente l’atteggiamento del partito nei confronti dei gay. Marine è apertamente gay friendly, il suo numero due, Philippot, è omosessuale. Si è parlato addirittura di un cerchio magico gay attorno alla leader del partito. Solita deriva “marinista” che tradisce il lascito paterno? Non è proprio così, anche se ai commentatori di sinistra piace fare di Jean-Marie il ricettacolo di ogni impresentabilità. Di sicuro il Front national ha accolto con un certo attendismo, per non dire con freddezza, la nascita di Manif pour tous. Né Marine né Jean-Marie si sono fatti vedere per le strade, mentre erano presenti a titolo personale Louis Aliot, Gilbert Collard, Bruno Gollnisch e Marion Maréchal-Le Pen. Se i Le Pen non si sono entusiasmati per le proteste è perché la questione omosessuale non è mai rientrata tra le priorità della leadership del Front national. Sull’argomento, anzi, i Le Pen sono sempre stati privi di tabù. Durante un dibattito radiofonico del 2007, infatti, rispondendo alla domanda di un simpatizzante che voleva essere tranquillizzato sulla possibilità di mettere su casa con un altro uomo, Marine ha risposto che “l’identità sessuale non è un problema dei politici, e di conseguenza questo signore ha la libertà totale di vivere con chi vuole e non deve avere nessuna preoccupazione”. Ma, il vecchio Jean-Marie non era da meno. Parlando dei Pacs, infatti, aveva dichiarato: “Non vedo grande interesse in questa formula ma in fondo, se permette a certe persone di regolarsi reciprocamente sui loro interessi materiali, non la trovo sconveniente”.

Su Le Nouvel Observateur, lo storico e specialista delle “estreme destre” Nicolas Lebourg ha spiegato che “il Front national ha sempre contato dei gay nelle sue file e Jean-Marie Le Pen ne ha avuti anche tra i suoi amici e i suoi cari. Per quest’ultimo, la questione dell’omosessualità semplicemente non è una questione politica. In materia di costumi, l’attuale presidente onorario del Fn non è un rigorista. Gli danno fastidio solo le rivendicazioni comunitarie e lo sbandieramento di una ambiguità di genere. Il Fn non pota avanti, quindi, alcun discorso puritano. Nel dibattito sui Pacs, l’eccesso era più dal lato della deputata [democristiana] Christine Boutin, che brandiva una Bibbia, che da quello di Bruno Gollnisch, che assicurava che il Fn non portava avanti nessuna ‘politica delle braghe’ ma metteva semplicemente in luce la preoccupazione affinché l’individuo partecipi a un sistema di norme che lo superano e lo inquadrano”. Insomma, la realtà è sempre più complicata di quanto non se la rappresentino i vecchi cliché.

Adriano Scianca

6 Commenti

  1. Sulla faccenda gay il FN è totalmente subalterno, o forse più progressista dei progressisti. Il punto è che proprio sulla faccenda gay si misura la credibilità di un partito. Non ci sono alternative: se stai con i decadenti progressisti omofili non puoi essere credibile come alternativa. Chi pensa che è una questione di religione non ha capito nulla: è una questione di etica della vita contro patologia nichilista e autolesionismo progressista. E la chiesa è parte integrante della malattia, non certo la medicina.

    • Sulla chiesa ed il suo cambiamento autolesionista e nichilista credo ti spiegherà meglio Don Curzio Nitoglia oppure in Inglese Dannis wise

  2. Quando dico che in Italia abbiamo la peggior destra e la peggior sinistra europea non credo di allontanarmi molto dalla verità. Affermare che sulla faccenda dei gay si misura la credibilità di un partito è indice di delirio ideologico, per fortuna che in Europa la pensano diversamente, si concentrano sui veri pericoli e le vere priorità, tipo l’immigrazione, in particolare quella islamica. Credo infine che quelli come te, Paolo 80, dovrebbero vedere di buon occhio gli islamici, avete diverse cose in comune, non ultima la stessa opinione sui gay, su eutanasia, aborto ecc.

  3. Non avete parlato della poligamia , il matrimonio gay accettato, si dovra accettare poi quello e l ‘islmamizzazione voluta e forzata sarà al culmine , visto che gli unici paese musulmani dove i cristriani d’ origine non erano perseguiti sono stati per concidenza abbattutti
    iraq, libia ed ora siria
    Strana coincidenza che l’arabia saudita esegua le stesse pene capitali dell’ isis che poi media cambiano nome quando gli garba
    isis tradotto in inglese significa iside
    Del resto chi inventa i nomi poi li cambia come vuole ora gli piace Daesh o roba varia

  4. Mentre molti francesi volontari gratis difendevano Berlino dai bolscevichi ,altri ben francesi ufficiali ben pagati liberavano l Itatia con i suoi mercenari gourmes creando le famose e ben nascoste marocchinate 60.000 strupri , tanto da far dimenticare i pesanti rastrellamenti tedeschi come normali azioni di controllo
    Di quali Francesi devo fidarmi ? quelli di Peten o di De gaulle ?
    Un mistero

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