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Roma, 13 mag – Pioggia di razzi contro incessanti raid. Lo scontro tra israeliani e palestinesi va avanti così da giorni. E l’epicentro è uno soltanto: Gaza. Un lembo di terra martoriato dove le bombe di Tel Aviv sbriciolano case e palazzi, ma soprattutto mietono vittime.

Sangue di Enea Ritter

Gaza, l’inferno in terra

Il bilancio, ancora purtroppo parzialissimo, è al momento di 67 morti, “compresi 14 bambini e minori, e tre donne” stando ai dati del ministero della Sanità locale. Israele, nell’operazione congiunta tra esercito e Shin Bet, sostiene di aver ucciso importanti dirigenti militari di Hamas. Tra questi vi sarebbero Bassem Issa, capo delle Brigate Al Qassame, e il responsabile della produzione degli armamenti Jamal Zabadeh. Uomini vicini al capo dell’ala militare di Hamas, Mohammed Deif.

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Israele alza il tiro della minaccia

E’ però il solito copione, già visto più volte negli anni passati. Israele prende di mira alcuni esponenti della guerriglia palestinese, ma al contempo le bombe fanno saltare in aria decine di civili inermi. Tel Aviv alza poi il tiro della minaccia continua. Prova ne sono le parole del premier Benjamin Netanyahu: “Non è che l’inizio”, perché Israele infliggerà “all’organizzazione terrorista colpi che non può neanche immaginare”. Per il primo ministro israeliano “terrorista” non è solo Hamas, lo è chiunque imbracci le armi in Palestina.

E nella serata di ieri ha incassato anche il sostegno, come ampiamente prevedibile, del presidente statunitense Joe Biden. “Israele ha il diritto di difendersi”, ha detto il leader della Casa Bianca, pur chiedendo un improbabile ripristino della calma. Frasi di circostanza che rincuorano però Tel Aviv. Significa infatti che Washington, storico alleato, resta dalla parte di Israele. Il fatto emblematico è che Biden appare meno convinto di molti commentatori da strapazzo di casa nostra, cosa che la dice lunga sull’ottusità imperante sui media italiani.

Una Cupola meno efficace del previsto

In ogni caso la tregua non fa neppure capolino all’orizzonte di un conflitto destinato, salvo auspicabili svolte repentine, a protrarsi ancora a lungo. La Cupola di Ferro israeliana, il sistema antimissilistico Iron Dome, si è rivelato oltretutto meno impermeabile del previsto. Il fitto lancio di razzi da Gaza, da più parti e verso più punti, sta sorprendendo la difesa di Tel Aviv. Danni e vittime, per quanto in minor numero rispetto a Gaza, si contano infatti anche in Israele: 7 i morti israeliani, tra cui un bambino di sei anni. Diverse le città  bersagliate: da Ashkelon ad Ashdod, passando dai dintorni di Tel Avi fino a Dimona, dove c’è un sito nucleare israeliano.

Israele vuole invadere Gaza via terra

Cosa succederà nelle prossime ore è difficile dirlo. Non è esclusa però l’opzione di un’invasione via terra della Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano. Questo è almeno quanto ha chiesto il comando meridionale delle forze armate di Tel Aviv al comando generale di Israele. Una mossa che se dovesse essere attuata provocherebbe una carneficina, trasformando Gaza in un inferno in terra più di quanto non lo sia già. Un piano che il portavoce del ministero della Difesa dello Stato ebraico sta prendendo in seria considerazione e sottoporrà al governo guidato da Netanyahu.

Eugenio Palazzini

 

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2 Commenti

  1. E’ iniziata l’era pacifica a reggenza democratica, a suon di bombe e destabilizzazioni… che buoni e bravi che sono loro

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