Roma, 5 set – Il nostro Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sui possibili rapporti fra terrorismo e immigrazione non ha le idee chiarissime. Due anni fa pensava una cosa, oggi ne pensa un’altra, domani chissà. Per chiarirsi le idee potrebbe andare in edicola e chiedere una copia del settimanale tedesco Der Spiegel, che sabato ha pubblicato un’inchiesta che dimostra come almeno sessanta aspiranti rifugiati entrati in Germania abbiano combattuto per Al Nusra in Siria. Per chi non fosse aggiornatissimo sulle vicende mediorientali, basti dire che Al Nusra – che oggi si fa chiamare Hayat Tahrir al Sham – è la “filiale” siriana di Al Qaeda, che dall’inizio della guerra civile combatte contro il governo di Damasco, e che si è macchiata di crimini raccapriccianti come il massacro di prigionieri e di civili, alcuni dei quali uccisi tramite decapitazione.

Scendendo nel dettaglio, l’inchiesta evidenzia come il gruppo in questione, facente parte della Brigata Owais al Qorani, abbia iniziato a combattere nelle fila del Free Syrian Army, quelli che i media occidentali hanno spacciato per “ribelli moderati”, per poi confluire in Jabhat al Nusra, e affiancando, per un breve periodo, anche l’Isis, prima della rottura fra quest’ultimo e le bande qaediste. Avrebbero poi abbandonato la Siria per riparare in Germania.

Nel corso della loro partecipazione al conflitto sarebbero stati operativi nella Siria centrale e sarebbero coinvolti nel massacro di almeno trecento persone inermi. In particolare, secondo l’accurato lavoro dei giornalisti dello Spiegel, i terroristi avrebbero preso parte all’uccisione di alcune decine di poliziotti siriani catturati nei pressi di Tabqa nella primavera del 2013.

I servizi di sicurezza tedeschi, che evidentemente sono una delle fonti del reportage, hanno ricostruito le “imprese” del gruppo e hanno identificato e inquisito 25 di questi islamisti. La domanda che l’articolo si pone è semplice e ovvia: che fine hanno fatto gli altri?
Un’altra domanda però è ancora più inquietante: questo gruppo, anche se parzialmente, è stato identificato. Quanti altri invece sono sfuggiti alle reti di controllo dei servizi europei?

Roberto Derta

1 commento

  1. ….informatevi con le ultime !! C’è chi li vuole accogliere dando loro casa, lavoro e psicologi per i traumi da ” guerra”…..

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