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Roma, 5 set – John Lewis, uno dei più grandi magazzini britannici, ha deciso di eliminare la distinzione fra maschi femmine nella linea di abbigliamento per bambini fino a 14 anni. Le classiche divisioni per genere verranno sostituite da etichette “miste”, con la scritta “Boys&Girls” oppure “Girls&Boys”. Dietro la decisione, il gruppo contro i “pregiudizi di genere”, “Let Clothes Be Clothes” (“Lasciate che i vestiti siano vestiti”). Cheryl Rickman, fondatore del gruppo, ha difeso la strategia di John Lewis: “Non è politicamente corretto volere il meglio per il tuo bambino, tutto quello che stanno facendo è rimuovere l’etichetta”, ha detto alla BBC. In realtà si tratta di un’abile mossa propagandistica in nome dell’ideologia gender.

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Caroline Bettis, responsabile dell’abbigliamento per bambini di John Lewis, ha dichiarato: “Abbiamo introdotto nuove etichette John Lewis in cui non sia specificato il sesso. In linea con questa modifica, la nostra politica è di non specificare più aree con segnaletica che dica ‘ragazzi’ o ‘ragazze’ nei nostri negozi. Non vogliamo rafforzare gli stereotipi di genere all’interno delle nostre collezioni, piuttosto vogliamo offrire una maggiore scelta e varietà ai nostri clienti, in modo che il genitore o il figlio possano scegliere ciò che vorrebbero indossare”. In Gran Bretagna erano già scoppiate aspre polemiche dopo alcuni servizi su altre catene di grandi magazzini che pubblicizzavano in maniera differente i vestiti da ragazzo e quelli da ragazza, ponendo l’accento, nel primo caso, sulla voglia di avventura, mentre nel secondo al centro della strategia di marketing c’era la bellezza della bambina.

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Giuliano Lebelli

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1 commento

  1. …gli inglesi erano un popolo rispettato…Como possono distruggere lo Spirito di un popolo, la sola presenza di qualche, invertito, radical chic….

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