Roma, 22 feb – Nel continuo braccio di ferro tra Russia e Stati Uniti, a pagare il prezzo più alto è l’Europa, incapace di stare sopra e non di lato. Un’Europa che dovrebbe svolgere un ruolo di arbitro attivo per una soluzione diplomatica e non di comparsa allineata al volere di Washington. Lo scriviamo da settimane e oggi è arrivata la prima conferma concreta, da parte di un attore che sin qui aveva tentato di giocare anche buone carte, prima di gettare la spugna. Parliamo della Germania, arresasi oggi al volere Usa sul Nord Stream 2.

Nord Stream 2, così la Germania cede al ricatto americano

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha infatti sospeso l’autorizzazione al gasdotto – gigantesca opera che dalla Russia arriva in Germania attraverso il Mar Baltico – fondamentale per la partita energetica in atto.

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“Sembra tecnico, ma è il passaggio amministrativo necessario”, ha detto Scholz, specificando che con questo stop procedurale “non può esserci alcuna certificazione del gasdotto. E senza questa certificazione, Nord Stream 2 non può entrare in funzione”. Il cancelliere tedesco ha poi aggiunto che in questa fase è necessario anche introdurre sanzioni alla Russia, ma soprattutto prevenire ulteriori escalation e dunque catastrofi. Ed è a questo che mirano “tutti i nostri sforzi diplomatici”. A ben vedere le conseguenze rischiano di essere devastanti proprio a causa di questo strappo sul gasdotto e delle nuove sanzioni. Queste ultime, oltretutto, secondo il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky dovrebbero includere lo “stop completo del gasdotto Nord Stream 2”.

L’incubo degli Usa e i rischi per l’Europa

La Russia difficilmente starà a guardare e rischiamo davvero blocchi di forniture del gas, tensioni nell’est Europa e mercati impazziti con “shock dei prezzi”, come peraltro sottolineato dalla stessa Germania tramite il presidente dell’Istituto Ifo per la ricerca economica, Clemens Fuest.

A spiegare bene il motivo della frenata tedesca e le possibile conseguenze, è l’analista e consigliere scientifico di Limes, Dario Fabbri: “Il nuovo gasdotto è l’incubo peggiore degli Usaha detto – perché rappresenterebbe una complementarietà tra Russia e Germania, molto temuta. Da qui nasce l’ostilità di Washington che in questo momento rende impossibile l’attivazione in questa fase”. E ancora: “I russi non aumenteranno di una goccia le forniture di gas fino a quando non sarà autorizzato quel gasdotto. La Germania, anche su pressione americana, dice al Cremlino che non verrà approvato fino a quando non ritireranno le truppe al confine”, spiega Fabbri.

Eugenio Palazzini

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9 Commenti

  1. Bene , vediamo per quanto tempo le industrie tedesche ed europee potranno sopportare costi energetici di produzione impossibili e renderanno i prodotti europei invendibili sui mercati internazionali

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